Metamorfosi "Inferno"
di Cristiano Ghidotti

Metamorfosi - Inferno Da sempre desiderio, peccato, dolore e castigo sono temi trattati ed elaborati attraverso ogni forma d'arte: dalla pittura alla letteratura, passando non senza lasciare segni indelebili dalla musica. È ispirandosi alla "Divina Commedia" di Dante che i romani Metamorfosi, nell'ormai lontano 1973, hanno sfornato il loro secondo e migliore album: "Inferno".

Piuttosto sottovalutati all'epoca, a causa anche della presenza nel nostro paese di colossi come Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso e Orme, i Metamorfosi hanno poi visto nei decenni successivi riconoscere il loro disco come uno dei manifesti del progressive di inizio '70. Uno dei loro pregi è rappresentato dalla capacità di non emulare l'operato di gruppi esteri icone dell'epoca, ma di trarne ispirazione senza accantonare uno stile tutto italiano in fase compositiva.

Il concept album in questione è un viaggio negli inferi, popolati da personaggi e ambientazioni del poema dantesco rivisitati in chiave moderna. A questi, senza troppa fatica, potremmo abbinare nomi e cognomi di nostri contemporanei.

Il "trittico" di apertura mette subito in evidenza la maestosità esecutiva di Enrico Olivieri (tastiere, sintetizzatore) e l'evocativa voce di Davide Spitaleri, veri punti di forza di tutta la produzione. Al loro fianco Roberto Turbitosi (chitarra, basso) e Gianluca Herygers (batteria, percussioni).

Nei gironi di questo inferno si incontrano spacciatori, razzisti, corrotti, avari, lussuriosi, violenti e sfruttatori. Tutti con le loro storie, i molti peccati da espiare e le altrettante dannazioni. Il racconto si snoda, senza mai inciampare in banalità, attraverso le melodie dei Metamorfosi che spaziano da passaggi di stampo quasi hard-rock a fugaci divagazioni dal sapore classicheggiante, arrivando a richiamare alla mente in un momento dal significato ben preciso un paio di inni nazionali.

Non mancano, come in ogni disco progressive che si rispetti, momenti in cui la narrazione lascia spazio all'improvvisazione e la musica si dilata, talvolta quasi fino ad inquietare, come se l'intreccio di anime e demoni narrato prendesse vita nella mente dell'ascoltatore.

Nel 2004 i Metamorfosi hanno pubblicato "Paradiso", proseguendo così il percorso musicale da loro stessi iniziato più di 30 anni prima.

Tracklist:
01. Introduzione
02. Selva oscura
03. Porta dell'inferno
04. Caronte
05. Spacciatore di droga
06. Terremoto
07. Limbo
08. Lussuriosi
09. Avari
10. Violenti
11. Malebolge
12. Sfruttatori
13. Razzisti
14. Fossa dei giganti
15. Lucifero (Politicanti)
16. Conclusione

Etichetta: Vedette
Anno: 1973
Sito internet: http://www.metamorfosi.me/

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