Pink Floyd "Ummagumma"
di Paolo 'Ummagumma'

Pink Floyd - Ummagumma Non potevo non iniziare questa mia collaborazione nella rubrica riScopriamoli se non con l'album dei Pink Floyd "Ummagumma", dato il mio soprannome.

Il disco uscì nel lontano 1969 ed il fatto che si trattava di un doppio era già di per se una curiosità (in commercio non ve ne erano molti di simili) in più era il primo LP dei Floyd totalmente svincolato dall'ombra schizzoide di Barrett (almeno nella parte in studio).

Il primo disco è interamente registrato dal vivo e per tutti i fans dei Pink Floyd fu una bella sorpresa, in quanto si potevano finalmente valutare le performance del gruppo in un concerto e con registrazioni più che dignitose, invece dei (pessimi) bootleg circolanti in quel momento.

La prima facciata inizia con la barrettiana "Astronomy domine" in cui l'astronave rosa decolla in spazi siderali grazie alla spaziale chitarra, al basso fotonico ed alle tastiere solari coadiuvate da un ottimo lavoro della costante batteria; segue poi un altro brano, questo composto dal quartetto, dal titolo "Careful with that axe, Eugene" allucinante e paranoica song strumentale culminate con il più bel grido della storia del rock.

Il secondo lato comincia con una composizione di Waters "Set the controls for the earth of the sun", stupendo pezzo cosmico in cui la line-up è tenuta da un ipnotico giro di basso; il disco live si conclude con "A saucerful of secrets" suite del secondo loro album, che nella dimensione live acquista tutto un fascino particolare, grazie prima alle trovate elettroniche della chitarra, alla ripetività percussiva della batteria poi e alla sonorità ancestrale dell'organo hammond in chiusura.

Credo che senza questo primo LP non avremmo avuto i vari Amon Dull e soci, che coraggiosamente hanno proseguito lì dove i Floyd si sono arrestati, per poi imboccare altre luminose vie (penso all'amondulliano "Yeti").

Ma è con il secondo disco dell'album che i Pink Floyd sono entrati nella leggenda, con questo particolarissimo ed innovativo lavoro "Ummagumma" (espressione in slang per definire l'atto sessuale) hanno osato fin dove molti altri si sono tirati indietro.

Certo il disco ha avuto favorevoli recensioni dalla critica più erudita ma è stato quasi un fiasco nelle rivendite, data la sua difficoltà ad essere capito da un pubblico abituato a ben altro, ma non importa, l'arte val ben qualche sacrificio.

Il secondo LP si articola in quattro momenti ciascuno dei quali affidato all'estro ed all'inventiva dei quattro componenti.

Si inizia con Wright (tastiere) che non nascondendo le sue passioni per l'avanguardia e per la musica classica ci regala una mini-suite in quattro parti in cui i suoi strumenti, apparentemente scordati e dissonanti, ci portano verso un parossismo epico ed assoluto.

Tocca poi a Waters (basso) a chiudere la prima facciata con una ballata acustica, "Grantchester meadows", fra le più belle dei Floyd, che poi evolve in un rumoristico "Several species of small furry animals gathered together in a cave and grooving with a pict", con versi animali, effetti derivanti da sovraincisioni e registrazioni a ritroso e la voce dello stesso Waters impiegata come strumento onomatopeico.

Senza questo brano penso non ci sarebbero stati i Faust, i Can, i Popol Vuh et similia; o forse sarebbero stati relegati in un ghetto da cui poi sarebbe stato arduo uscire.

Passiamo al lato due, in cui la prima parte è toccata a Gilmour (il chitarrista gravato dalla pesante eredità di Barrett) che si è dovuto cimentare nella sua prima composizione da solo, riuscendovi per altro molto bene; il brano, o meglio la mini-suite "The narrow way" è forse il pezzo più pinkfloydiano dell'intero secondo disco, chitarre e tastiere a rincorrersi in improvvisazioni stupende supportate da una fantasiosa batteria.

Poi una bella ballata elettrica a chiudere, magnifico!

La parte conclusiva di "Ummagumma" è toccata a Mason (batteria) che ci propone un'inconsueta composizione centrata, com'era ovvio attendersi, sulle percussioni.

La mini-suite si intitola "The grand vizier's garden party" ed è un esprimento, poi con il tempo ripreso da altri complessi, di elaborare musicalità partendo da suoni percussivi semplici, facendosi accompagnare solo da pochissimi altri strumenti (flauto in testa); il tutto fa apparire questo brano come un pezzo post-rock con trent'anni e più di anticipo sugli eventi futuri.

Mason in seguito ha abbandonato completamente (ed è un peccato) ogni velleità compositiva d'avanguardia, limitandosi solo a rimanere un ottimo drummer.

Per concludere considero "Ummagumma" album fondamentale per tutta la musica moderna e prodromo a tutte quelle composizioni future che sono passate attraverso il kraut rock ed anche certi lavori di Fripp e di Eno fino ad arrivare fresco fino ai giorni nostri.

Tracklist:
Disco 1:
01. Astronomy domine
02. Careful with that axe, Eugene
03. Set the controls for the heart of the sun
04. Saucerful of secrets

Disco 2:
01. Sysyphus, part 1
02. Sysyphus, part 2
03. Sysyphus, part 3
04. Sysyphus, part 4
05. Grantchester meadows
06. Several species of small furry animals gathered together in a cave and
07. The narrow way, part 1
08. The narrow way, part 2
09. The narrow way, part 3
10. Grand vizier's garden party: enterance, part 1
11. Grand vizier's garden party: entertainment, part 2
12. Grand vizier's garden party: exit, part 3

Etichetta: Harvest
Anno: 1969
Sito internet: http://www.pinkfloyd.co.uk/

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