Metallica "Master Of Puppets"
di Cristiano Ghidotti

Metallica - Master Of Puppets "Master Of Puppets", pubblicato dai Metallica nel 1986, è considerato tutt'oggi uno dei capolavori dell'heavy metal.

Si tratta del terzo lavoro in studio di James Hetfield e compagni, che riesce a fondere in maniera magistrale i punti di forza dei due album pubblicati in precedenza: la furia di "Kill'em All" (1983) e l'apertura alle riflessioni e alle influenze vagamente progressive intraviste su "Ride The Lightning" (1984).

Ad aprire le danze è "Battery", brano che da allora fino ad oggi ha sempre accompagnato i concerti del quartetto di San Francisco, in cui l'introduzione di chitarre acustiche non lascia intendere cosa pochi secondi dopo investirà l'ascoltatore.

I riff semplici ma potenti che escono dalle due chitarre vengono trainati con forza dall'intenso tappeto ritmico di Ulrich.

Ci si trova infatti di fronte ad oltre cinque minuti in pieno stile Metallica, conditi da un ottimo assolo di Hammett che mostra i suoi miglioramenti, reduce dalle lezioni alla corte di un certo Joe Satriani.

Neanche il tempo di tirare il respiro che ci si trova immersi nella title-track.
Ad aprire "Master of puppets" è un riff veloce, aggressivo e spiazzante; il testo ha dei chiari riferimenti a tutto ciò che non va nel sistema ("...You promised only lies / Laughing at my
cries..."
) e alla possibilità di riscatto nei confronti di un burattinaio che "gioca" con le nostre vite ("...Master of puppets I'm pulling your strings...").

Un'altra chiave di lettura delle liriche del brano è quella del rapporto di dipendenza tra tossicodipendente e spacciatore, anche se in merito non è mai stata data una conferma ufficiale.

Alcuni poi vorrebbero che a comporre "Master of puppets" sia stato Dave Mustaine, fondatore dei Megadeth (altra grande realtà metal degli anni '80) uscito dalla band nel 1982.

"The thing that should not be" è stata scritta ispirandosi alle opere di H.P. Lovercraft, e con il suo ritmo incalzante ed ossessivo, ma meno tirato rispetto ai due brani precedenti, conduce ad un altro capitolo emotivamente intenso.

Ad aprire "Welcome Home (Sanitarium)" è un semplice MI grave lasciato risuonare a cui si sovrappongono alcuni armonici, prima di trovarci cullati da un arpeggio che richiama alla mente quelli di "Fade to black" e di "One" (altro brano storico che i Metallica avrebbero incluso nel successivo "...And Justice For All").

Il resto è un crescendo, che riesce perfettamente a descrivere sensazioni di oppressione e confusione: "sanitarium" significa appunto manicomio.

"Disposable heroes" e "Leper Messiah" sono due critiche, il primo nei confronti di ogni tipo di conflitto, mettendo in evidenza e sbeffeggiando gli orrori della guerra ("...Back to the front
/ You will die when I say, you must die..."
) con l'ausilio di un ritmo possente, il secondo invece contro l'ipocrisia dei predicatori presenti in ogni angolo d'America, forse un po' sottotono rispetto al resto del disco, "Leper Messiah" ha poi trovato sicuramente miglior espressione nella dimensione live.

"Orion" è una perla strumentale, perfettamente incastonata nel delicato equilibrio tra rabbia,
malinconia e desiderio di riscatto su cui si basa l'intero disco.

Partorita dalla geniale mente del bassista Cliff Burton, "Orion" si protrae per quasi otto minuti e mezzo, alternando parti struggenti e cadenzate ad altre dal ritmo più tirato.

E' proprio a questo brano a cui si faceva riferimento qualche riga sopra quando si parlava di influenze progressive (strada in verità già percorsa dai Metallica nell'album precedente con "The Call Of Ktulu").

Il tragico destino di Burton farà si che proprio il brano in questione verrà suonato pochi mesi dopo
l'uscita del disco al suo funerale: la sera del 27 settembre 1986, il bus su cui viaggiava dopo un concerto svedese con gli Anthrax rimase coinvolto in un incidente stradale.

Si conclude con "Damage, Inc." altro brano dalla potenza devastante in cui i quattro sembrano gridare al mondo intero che i Metallica sarebbero stati una delle realtà più significative del panorama metal.

In conclusione, "Master Of Puppets" è un album completo, potente, toccante e sfacciato; uno dei capitolo migliori di sempre del panorama hard rock e heavy metal che ad oltre venti anni di distanza rappresenta ancora un punto di riferimento.

Nelle date del tour 2006, per festeggiare il ventesimo anniversario dalla pubblicazione, i Metallica hanno eseguito il disco per intero.

Tracklist:
01. Battery
02. Master of puppets
03. The thing that should not be
04. Welcome home (Sanitarium)
05. Disposable heroes
06. Leper Messiah
07. Orion
08. Damage, Inc.

Etichetta: Elektra Records
Anno: 1986
Sito internet: http://www.metallica.com

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