David Sylvian "Dead Bees On A Cake"
di Cristiano Ghidotti

David Sylvian - Dead Bees On A Cake "Elegante". Così si potrebbe sintetizzare, con un solo termine, "Dead Bees on a Cake", disco solista di David Sylvian pubblicato nel 1999.

Dall'inizio alla fine, le sonorità intessute dalla voce dell'ex Japan e dagli strumenti che l'accompagnano immergono l'ascoltatore in una sorta di ipnotico ed etereo viaggio musicale, scandito da pezzi morbidi e dilatati (definirli "ballate" non sarebbe del tutto corretto) intramezzati da alcuni stacchi dai quali emerge la vena sperimentale di Sylvian, fortunatamente mai abbandonata nonostante il trascorrere del tempo.
Volendo accostare il disco ad un altro lavoro della sua produzione solista, la scelta cadrebbe quasi obbligatoriamente su "Secret of the Beehive".

Reduce da qualche anno dalla produttiva collaborazione con Robert Fripp (i due insieme hanno registrato l'album in studio "The First Day" e successivamente il live "Damage"), le influenze del leader dei King Crimson sono evidenti, soprattutto nelle parti di chitarra di un brano struggente come "Thalhiem", a sottolineare ed enfatizzare liriche semplici ma suggestive ("Take the shadow from the road i walk upon / Be my sunshine").

Partiamo dall'inizio della tracklist: nemmeno il tempo di cominciare l'ascolto e subito l'ammaliante "I surrender" ci ha già trasportati in un mondo onirico, fatto di sonorità dilatate e atmosfere fumose, malinconiche.

Dopo essere stati cullati per una buona decina di intensi minuti, il ritmo viene spezzato (solo per poco) da "Dobro #1", dove protagonisti sono la caratteristica chitarra resofonica suonata da Bill Frisell e la voce del cantautore, prendendoci per meno e accompagnandoci verso il tetro ed ossessivo blues di "Midnight Sun".

Nota di merito anche per le successive "Godman" e "Krishna Blue", ritmata la prima e caratterizzata da sonorità etniche la seconda, rimandando la mente a terre selvagge, incontaminate e lontane. I due pezzi sono legati tra loro dalla breve "Alphabet Angle".

Prima di terminare (senza voler svelare tutto di un disco che va conosciuto mediante un'esperienza intima e personale) ecco la raffinata "Cafè Europa" e "Pollen Path", il pezzo più rock dell'intero lavoro.

Che siate o meno dei fan di David Sylvian, "Dead Bees on a Cake" è un disco da possedere, perfetto da ascoltare come sottofondo durante una sessione di lavoro, così come colonna sonora per altre situazioni che non spetta certo al sottoscritto elencare in sede di recensione.

Tracklist:
01. I Surrender
02. Dobro #1
03. Midnight Sun
04. Thalheim
05. Godman
06. Alphabet Angel
07. Krishna Blue
08. The Shining of Things
09. Cafe Europa
10. Pollen Path
11. All of My Mother's Names
12. Wanderlust
13. Praise
14. Darkest Dreaming

Etichetta: Virgin
Anno: 1999
Sito internet: http://www.davidsylvian.com/

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