Genesis "Nursery Crime"
di Paolo 'Ummagumma'

Genesis - Nursery Crime A lungo ho pensato cosa recensire per la rubrica "riScopriamoli" dato l'enorme numero di gruppi ed artisti fondamentali sia per il rock che per tutta la musica prog.
Alla fine la mia scelta è caduta su un disco dei Genesis, mitica e storica band di prog sinfonico made in England, nata nel lontano 1968.
Trovato il gruppo, non mi è stato però facile scegliere l'album.

Infatti, secondo il mio modesto parere, sono quasi tutti alla pari quelli databili 1970/'74 e cioè: "Trespass" (1970), "Nursery Crime" (1971), "Foxtrot" (1972), "Selling England By The Pound" (1973), "The Lamb Lies Down On Broadway" (1974), con una leggera preferenza però per il trittico '71-'73.
Bene, alla fine sono caduto sullo stupendo, fondamentale, unico, imperdibile... "Nursery Cryme".

Probabilmente ciò è dovuto al fatto che è stato il disco che ben 35 anni fa mi ha fatto scroprire il gruppo; sì perchè i Genesis allora non erano certo così famosi nel mondo come lo sono oggi e fu proprio grazie anche all'interesse del pubblico e della critica italiana che la fama si diffuse pure dalle parti di Albione.

Per quanto mi riguarda personalmente ho avuto il piacere di vederli "live" durante un concerto in quel di Viareggio (al mitico Piper) in cui presentarono appunto Nursery e certe canzoni dell'LP seguente; dire che l'happening fu avvincente è superfluo; aggiungo solo che poi mi sono precipitato a comprare il disco da un esterrefatto negoziante, ignaro del nome Genesis per lui nuovo nel panorama del rock.
Ricordo poi che quell'estate, dopo circa 15 giorni, sempre al Piper, si esibirono per la prima volta i Van Der Graaf Generator, altri grandi sconosciuti, che avevano appena sfornato "Pawn Hearts", mitico!

Ma torniamo a Nursery, una sorta di concept album dalla stupenda cover e che vide per la prima volta comparire alla batteria il bravo (ma non eccezionale) Phil Collins.
Il disco si apre con la mini-suite "The Musical Box", fra le migliori perle della band e manifesto imperituro del symphonic prog (ma allora non lo si chiamava così, ndr) che ci introduce in un incanto di note, canzoni e ballate una più bella dell'altra su cui si elevano, a mio parere "The Return Of The Giant Hogweed" e "The fountain of Salmacis".

Insomma un album da scoprire di momento in momento come feci io tanti anni fa.
Certo i lavori successivi furono più "perfetti" e, se mi passate il termine, più Genesis; dato che "Nursery Cryme" risente un po' dell'ingenuità degli esordi (ma forse per questo lo trovo stupendo) ed a volte volge lo sguardo agli altri grandi del prog: i King Crimson, quelli dei primi due album.

Sentite comunque gli arpeggi di Steve Hackett, fra i migliori e più originali chitarristi in circolazione; tenete il ritmo insieme al bravo Phil Collins, prima buon drummer e poi voce clone di Gabriel; ponete indi orecchio ai ricami profondi del basso di Mike Rutherford; ascoltate le eteree tastiere di Tony Banks, dotato strumentista pilastro della band e andate quindi in brodo di giuggiole udendo la voce (ed i testi) dell'istrionico Peter Gabriel.

Finchè ci fu lui i Genesis furono i Genesis. Andato lui per altri lidi solisti, il gruppo non fu più lo stesso, tant'è che scivolò sempre più mestamente in un pop commerciale e banale.
Ma questa è un'altra storia...

Tracklist:
01. The Musical Box
02. For Absent Friends
03. The Return Of The Giant Hogweed
04. Seven Stones
05. Harold The Barrel
06. Harlequin
07. The Fountain Of Salmacis

Etichetta: Atlantic Records
Anno: 1971
Sito internet: http://www.genesis-music.com/

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