Groovector "Ultramarine"
di Cristiano Ghidotti

Groovector - Ultramarine "Ultramarine" è un disco del 2000. Mi trovo ora, ad oltre un lustro dall'uscita a scriverne la recensione perchè purtroppo, come capita spesso, i Groovector sono uno di quei gruppi che non gode della fama che gli spetterebbe.

Tempo fa mi è capitato di sentire una loro canzone in streaming su una radio in internet, rimasi colpito dalle sonorità e dal suono che strizzava l'occhio al progressive più classico (anni '70) ma non ebbi poi occasione di approfondirne la conoscenza.

Il mese scorso spulciando i CD in un mercatino trovo nella sezione "prog. rock" questo album dalla copertina particolare ad un prezzo più che ragionevole.
Ricordando l'ottima impressione avuta tempo prima non ci penso due volte e decido di comprarlo quasi a scatola chiusa, arrivo a casa e senza particolari aspettative mi metto ad ascoltarlo.

"Ultramarine" comincia con "Krawagna", brano completamente strumentale (come tutto il disco del resto) di oltre dieci minuti capace di incantare già dal primo ascolto con sonorità che richiamano i successi dei Camel o degli Ozric Tentacles.

Segue "Walzerk" che per i primi cinque minuti si lascia cullare dalla soffice melodia di un flauto. Poi un cambio repentino che ricorda in qualche modo quello di "Sysyphus, pt. IV" (Pink Floyd - "Ummagumma") alza i ritmi per il resto del brano.

"Humbelbee", dalle atmosfere vagamente fantasy mette in luce le doti di Teemu Niemela al pianoforte e all'hammond accompagnato ancora una volta dal flauto di Teemu Huunonen.

Si riparte con "Selangor" (a mio avviso il pezzo migliore del disco): qualche armonico, un giro di basso semplice ma efficace, una chitarra acustica e qualche effetto atmosferico (vento, pioggia) creano le giuste premesse per un assolo di chitarra elettrica davvero azzeccato ed evocativo.

"Melange" ripropone il già visto duetto flauto - pianoforte in apertura per poi lasciar spazio ad oltre otto minuti ben ritmati.

"Berceuse" dura poco più di due minuti e con il delicato dialogo tra due chitarre acustiche sembra voler essere l'intro per l'ultimo pezzo da oltre 16 minuti.

Si tratta di "Elegie" che apre con un'atmosfera drammatica e si trascina riprendendo i buoni spunti già presenti nelle tracce precedenti: il flauto sempre presente e un ottimo assolo finale di chitarra elettrica.

Da elogiare anche la prova di Kalle Aalto alla batteria capace, quando serve, di dare ritmo e consistenza alle composizioni.

In definitiva un gran bel disco, di quelli che non ci si aspetterebbe leggendo in copertina l'anno di pubblicazione ma che una volta inserito nel lettore riportano indietro di qualche decina di anni.

Forse qualcuno potrebbe lamentare la completa assenza di parti cantate ma se ci si prende un'ora (63.57 per l'esattezza) per ascoltarlo con calma non si potrà che restare sorpresi da questo gioiellino che i cinque ragazzi finlandesi hanno creato.

Un plauso anche alla Mellow Records, etichetta di progressive italiana che li ha scoperti e prodotti.

Tracklist:
01. Krawagna
02. Walzwerk
03. Humbelbee
04. Selangor
05. Melange
06. Berceuse
07. Elegie

Etichetta: Mellow Records
Anno: 2000
Sito internet: http://www.groovector.com/

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