Afterhours "Germi"
di Cristiano Ghidotti

Afterhours - Germi E' il 1995 quando gli Afterhours si presentano al pubblico italiano con "Germi", primo album cantato in lingua madre dopo tre produzioni (la prima nel 1988) in inglese.
Il disco, uscito per la Vox Pop, sarà uno degli ultimi lavori della casa discografica; la band capitanata da Manuel Agnelli si trasferirà subito dopo alla Mescal, trovando così il partner ideale per diventare una delle realtà più belle e "vere" del panorama indipendente italiano.

Ad aprire le danze è "Nadir", poco più di un minuto di chitarra distorta che spiana la strada alla title-track "Germi", potente e corrosiva come la voce di Agnelli, autore anche di tutti i testi.

"Plastilina", brano ancora oggi riproposto puntalmente dal vivo, trasuda malinconia, rancore e rabbia miscelandoli in un'amalgama unico che da lì in poi sarebbe diventato il criterio discriminante con il quale gli Afterhours avrebbero preso le distanze dal resto della scena rock nostrana.

"Dentro Marilyn" (già proposta in inglese su "During Christine's Sleep"), costruita con poco più di due accordi, è un ottimo esempio per spiegare la capacità del gruppo di unire in modo magistrale semplicità ed espressività.

Non si tratta però del solo brano riadattato dai dischi precedenti: "Ossigeno", "Vieni dentro" e "Pop (una canzone pop)" erano infatti già presenti su "Pop Kills Your Soul" (1993).

Suggestivo (seppur comprensibilmente discutibile) l'omaggio a Rino Gaetano con una versione completamente stravolta di "Mio fratello è figlio unico", registrata un paio di anni prima per una compilation realizzata su iniziativa dell'Arezzo Wave.

Altra botta in faccia è "Siete proprio dei pulcini", in cui viene urlato il disprezzo per la nuova generazione, così come in "Giovane coglione" dove il sussurrato e dissonante duetto tra voce e chitarra rappresenta l'unico episodio "sottotono" dell'album.

Merita una menzione speciale il già citato "Ossigeno", altro pezzo che entrerà da lì in poi prepotentamente nella (neanche troppo ristretta) cerchia dei cavalli di battaglia della formazione milanese.

"Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo" è solo una breve introduzione strumentale per l'ottima "Strategie".

Ossessivo, riflessivo e dirompente il testo di "Pop (una canzone pop)", che nel riadattamento in italiano ha mantenuto il suo significato originale senza perdere spessore.

Solo due anni dopo gli Afterhours pubblicheranno il bellissimo "Hai paura del buio?", forse il capitolo migliore della loro duratura e fortunata carriera che ancora oggi li vede protagonisti di illustri collaborazioni, ultima solo in ordine cronologico quella con Greg Dulli degli Afghan Whigs.

Tracklist:
01. Nadir
02. Germi
03. Plastilina
04. Dentro Marylin
05. Siete proprio dei pulcini
06. Giovane coglione
07. Ossigeno
08. Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo
09. Strategie
10. Vieni dentro
11. Posso avere il tuo deserto?
12. Pop (una canzone pop)
13. Mio fratello è figlio unico
14. Porno quando non sei intorno

Etichetta: Vox Pop
Anno: 1995
Sito internet: http://www.afterhours.it/

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