King Crimson "In The Court Of The Crimson King"
di Cristiano Ghidotti

King Crimson - In The Court Of The Crimson King "In The Court Of The Crimson King (An Observation By King Crimson)" è uno di quei dischi che non dovrebbero mancare nella discografia di nessun amante della vera musica.

Anche se non particolarmente appassionati al genere, il disco d'esordio dei King Crimson non può non affascinare grazie alle sue sonorità sognanti e frenetiche, le atmosfere cupe e surreali che Fripp e la sua "truppa" sono riusciti a confezionare nel lontano 1969.

Si parte con "21th century schizoid man", brano indiavolato in cui la voce di Greg Lake (poi leader degli Emerson, Lake & Palmer) sembra guardare in una sfera di cristallo e vedere quello che sarebbe stato l'uomo 30 anni dopo ("Nothing he's got he really needs / Twenty first century schizoid man").

Segue una bellissima "I talk to the wind" dove la voce di Lake si fa decisamente più dolce; ma non il testo ("I'm on the outside looking inside / What do I see / Much confusion, disillusion / All around me") che fraseggiando in modo magistrale con il flauto di Ian McDonald spiana la strada alla dolente maestosità di "Epitaph", quasi nove minuti in cui il mellotron accompagna la linea vocale in un crescendo di struggenti emozioni ("The fate of all mankind I see / Is in the hands of fools").

"Moonchild" si apre con un delicato cantato che dopo poco lascia spazio alla lunga "riflessione musicale" frutto della fantasia e dell'improvvisazione dei quattro.

Si chiude con "The court of the Crimson King", vero e proprio manifesto progressive, fra una strofa e l'altra svetta il coro di tutti i componenti a sostenere un maestoso ritornello. L'ambientazione riporta decisamente indietro nel tempo, in un contesto medievale, ricreato alla perfezione dal possente ma ben gestito uso del mellotron.

In definitiva su questo disco è già stato detto tutto, dal fatto che abbia rappresentato la nascita di un gruppo incredibile alla indiscutibile verità che "In The Court Of The Crimson King" abbia dato vita a quello splendido e spesso bistrattato filone definito "rock progressive".

Ciò che sorprende però è che ancora oggi, a quasi quarant'anni di distanza, ogni volta che lo si ascolta è di nuovo capace di emozionare e farci scoprire come ogni singolo suono, rumore o nota non sia stato messa lì per caso ma a rappresentare un particolare della complessa e magnifica opera plasmata sotto la direzione del genio di Robert Fripp.

Tracklist:
01. 21th Century Schizoid man / Mirrors
02. I Talk to The Wind
03. Epitaph
a) March for no reason
b) Tomorrow and tomorrow
04. Moonchild
a) The dream
b) The illusion
05. The Court of The Crimson King
a) The return of the fire witch
b) The dance of the puppets

Etichetta: Island
Anno: 1969
Sito internet: http://www.dgmlive.com

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