lunedì 1 giugno 2020

PianetaRock si ferma qui

di Cristiano Ghidotti

PianetaRock si ferma qui

PianetaRock si ferma qui. Non faccio altro che mettere nero su bianco ciò che è evidente già da tempo. Annunciarlo oggi non è che un vezzo, l'ultima carezza a una creatura venuta alla luce proprio il primo giorno di giugno, quindici anni fa.

Correva l'anno 2005 e ci si trovava immersi in una realtà profondamente diversa, da parecchi punti di vista, non ultimo quello legato al mondo online. Nessuno di noi era iscritto a Facebook, non c'erano gli smartphone e MySpace ancora non aveva ceduto il passo a Spotify e simili. C'erano i blog, non avevamo idea di quanto i social avrebbero di lì a poco trasformato e piegato le nostre modalità di interazione.

Siamo cambiati, sono cambiato. Anche PianetaRock è cambiato, abbandonando il suo vestito originale (qui sotto) per mettersene uno nuovo, cucito a mano dalla prima all'ultima riga di codice, sbavature comprese. E in tutta sincerità non ritengo oggigiorno si avverta più il bisogno di un sito come questo, se mai lo si è avvertito. Meglio mantenere l'integrità di ciò che è stato, cristallizzandolo.

La prima veste grafica di PianetaRock

Detto questo il sito rimarrà online, congelato, nella sua forma attuale, almeno per un po'. Resteranno accessibili migliaia di notizie pubblicate negli anni, i recap mensili, le recensioni delle nuove uscite e quelle dei classici che io e altre anime volonterose abbiamo scritto nel tempo libero, per pura passione, senza mai alcun interesse o ritorno economico, così come le puntate di Radio Suono Ribelle con Massimo Giuliano e Andrea Diletti. Rimarranno disponibili i lavori inviati dagli artisti emergenti nella sezione Listen e l'archivio Bands che raccoglie centinaia e centinaia di gruppi da tutta Italia. A tal proposito, chi avesse bisogno di modificare o eliminare una delle schede potrà continuare a farlo scrivendo a cristiano[at]ghido.it o info[at]pianetarock.it, ma non ne saranno create di nuove.

Qualche curiosità. La notizia più letta di questi quindici anni è stata "Radiohead: il nuovo album In Rainbows annunciato per il 10 ottobre" del 2007, la scheda band più visitata quella dei torinesi Nice Boys, la recensione più consultata quella di "The Next Day" di David Bowie davanti a "Concerto Grosso: The Seven Seasons" de La Leggenda New Trolls, tra le vecchie uscite primeggia "Germi" degli Afterhours con una manciata di click in più rispetto a "Fabrizio De Andrè In Concerto - Arrangiamenti PFM".

Continueranno ad essere accessibili le interviste che hanno portato su queste pagine tra gli altri la PFM, i Verdena, Ginger Gilmour, Lorelei McBroom, Dave Kilminster, gli Offlaga Disco Pax, 'O Zulù, Tonino Carotone, Jimmy Spitaleri e Sergio Mancinelli. Un grazie particolare a quest'ultimo per l'amicizia che ci ha legati negli anni, seppur a distanza.

A proposito di ringraziamenti non posso che esprimerne uno ENORME al già citato Massimo Giuliano. Senza di lui PianetaRock non solo non sarebbe mai nato nella forma in cui è nato, ma non sarebbe diventato ciò che è diventato: una minuta e bellissima idea, a volte un piccolo rifugio in cui coltivare la nostra passione, importante come solo le cose non essenziali sanno essere, anche e soprattutto per ciò che non è mai diventato. Grazie instancabile Max.

PianetaRock si ferma qui. Diventerà un archivio, almeno per un po'. Prendete e ascoltatene tutti. Keep on rockin'.

Questa pagina è stata visualizzata 299 volte

Bookmark and Share