Intervista a Ginger Gilmour

Originaria di Filadelfia, Ginger Gilmour lavora come autrice e scultrice in Inghilterra. Ha condiviso con l'ex marito David Gilmour alcuni dei momenti più belli e intensi della carriera dei Pink Floyd. Ginger racconta a PianetaRock.it il suo percorso personale e come nasce la sua arte, partendo dal suo ultimo libro "Memoirs of the Bright Side of the Moon", un chiaro riferimento al capolavoro "The Dark Side of the Moon".

Intervista a Ginger Gilmour

Le opere di Ginger Gilmour sono visibili sul sito ufficiale dell'artista.

Intervista a cura di Cristiano Ghidotti e Veronica Waters (Leader for One Day).

 

PianetaRock.it: Il tuo libro, Memoirs of the Bright Side of the Moon, narra una parte della storia dei Pink Floyd da una prospettiva inedita. Raccontaci qualcosa a tal proposito.

Ginger Gilmour: Ho raccontato questa storia partendo dagli eventi che hanno cambiato per sempre la mia vita. Come se fossi stata attratta dalla scia di una nave. Ero una persona qualunque, ad Ann Arbor. È la storia della mia vita e di come sono cambiata, sopravvissuta e risorta, proprio come nella leggenda della fenice che riemerge dalle proprie ceneri. È il viaggio con una band chiamata Pink Floyd e oltre, fino la scoperta di ciò che sono davvero destinata ad essere. È il racconto di come una figlia dell’avventura è diventata viaggiatrice, madre e ricercatrice, in un magnifico percorso di scoperta, in modo inatteso e inusuale. Ho chiamato questo cammino The Bright side of the Moon.

 

PianetaRock.it: Come è stato scrivere questo libro? Hai incontrato delle difficoltà?

Ginger Gilmour: Non è stato affatto difficile, poiché Dio stesso mi ha chiesto di raccontare il mio viaggio verso il divino. Ogni giorno è stato speciale, ho rivissuto la bellezza, l’amore e il dolore. Tutto è passato. Un paio di capitoli, a proposito della nostra separazione, sono stati difficili da trasformare in qualcosa di bello. Un caro insegnante mi ha detto: "Accetta la vita per ciò che è, così la renderai speciale". Ora mi sono risvegliata e sono pronta per mettermi al servizio di Dio e per generare la Bellezza che eleva lo spirito umano. Ora trovo la gioia in ogni aspetto della vita.

David Gilmour e Ginger Gilmour

PianetaRock.it: Oggi, come ricordi il tempo trascorso con una delle più grandi rock band della storia?

Ginger Gilmour: Ripensando a quella fase della mia vita ricordo soprattutto i magici concerti e i momenti in cui il suono della chitarra di David nell’aria. Spesso riascolto Meddle, in particolare Echoes, oltre a Wish You Were Here e Comfortably Numb. Uno dei live più memorabili è stato a Cincinnati. Il sole colorava il retro del palco di rosa, lavanda e di un blu intenso. sopra i grandi cartelloni Marlboro e Winston vedevo l'aereo del nostro tour venire verso di noi con le sue luci. Il suo rumore, mentre si avvicinava sempre più a un pubblico sorpreso, ha creato un’esplosione di emozioni che ci ha inglobati tutti in una bolla di calma e quiete. Mentre iniziavano le morbide note di Sheep, piccoli sbuffi di fumo hanno riempito l'aria, assumendo le tinte della sera ormai vicina. Mentre la foschia si diradava, grandi paracadute a forma di pecore scendevano lentamente sul pubblico. Questo è solo uno dei tanti momenti che i Pink Floyd hanno creato per tutti noi.

Per me, quando la Bellezza si unisce alla quiete e diventano una cosa sola, la magia si manifesta. In questo caso si è concretizzata nell’arte della creatività, sotto forma di concerti. Sono onorata di aver partecipato all’evoluzione di ciò che sono stati i Pink Floyd. Ovviamente, la vita nel rock 'n' roll ci ha messo di fronte a molte sfide, ma la Bellezza ha sempre vinto su tutto. Ritengo sia molto importante sottolinearlo in un racconto.

È stata una parte microscopica della storia di tutti noi. Werner Engel, presidente della Jungian Society di New York, è venuto a uno dei concerti. Il suo commento è stato: "Ginger, non so se tu sia d'accordo con me o meno, ma la musica di tuo marito riesce a trasformare il caos in armonia, attraverso la Bellezza". Ora capisco che così si trova l’armonia in un mondo dominato dal caos. Non so se i Pink Floyd fossero d'accordo, ma sono certa che vale per molti. Secondo me, così è stata la loro musica ed è per questo che è in grado di parlare a molti, dopo così tanti anni. È l'archetipo del messaggio di trascendenza.

PianetaRock.it: Come artista, quando e come preferisci dar vita alle tue creazioni? In quale momento della giornata? C’è uno spazio o un posto particolare?

Ginger Gilmour: La mia arte è la mia vita. Sono diventata chi davvero sono nata per essere. Dio mi ha fatto un dono speciale: essere un'artista e una messaggera della Bellezza. Sapevo che il mio percorso mi avrebbe portata ad aiutare l'umanità e che sono parte di qualcosa di più grande. Ho risposto alla chiamata della Bellezza, che nelle sue forme più alte evoca nuovi modi di vivere. Ci sentiamo più vivi quando le Bellezze del mondo incontrano le necessità della nostra anima. Con il passare del tempo ho realizzato parte del piano che Dio ha riservato per me come artista.

Oggi stiamo vivendo una crisi della Bellezza, un momento pieno di ansia e incertezza. Siamo ciò che contempliamo e, per ottenere la Pace, dobbiamo cambiare ciò che osserviamo, ciò che pensiamo e ciò che facciamo. Le arti hanno il potere di archetipico di toccare il cuore dell'uomo e illuminarne lo spirito. Con il mio lavoro ho intenzione di elevare, guarire e nutrire l'osservatore, affinché sia ispirato a ricordarne la Bellezza. Siamo chiamati a crearla per puntare a un futuro più sostenibile. Ha inizio da tutti noi. Principalmente, l'arte stessa di vivere è la mia vita.

 

PianetaRock.it: Quando inizi a lavorare su un'opera hai già un'idea precisa di come di come sarà oppure è un processo guidato dall'ispirazione?

Ginger Gilmour: Cecil Collins, con il quale ho studiato, ha avviato la mia anima su un percorso artistico. Una volta mi disse che una grande opera d'arte è frutto di una grande tecnica, ma che un capolavoro è un dono di Dio. Da quel momento ho sempre e solo voluto creare ciò che Dio vuole che io faccia. Le opere devono riempire gli occhi e il cuore di chi le osserva con un messaggio d'amore, meraviglia e speranza.

Ascolto il modo in cui le mie dita lavorano l'argilla o la pittura. Calmo la mia mente. Spesso Dio o gli angeli mi parlano, guidandomi verso ciò che è da creare. Sto servendo il genere umano in un modo nuovo. Il libro The Art of Relationship è nato proprio per condividere questo percorso e risvegliare la creatività negli altri. Per bere ancora una volta alla fonte senza tempo della Bellezza e scoprire quella interiore. Quindi, all'inizio, non so mai cosa accadrà.

Ginger Gilmour al lavoro su un'opera

PianetaRock.it: Qual è il tuo prossimo progetto?

Ginger Gilmour: La vita da artista mi porta in molti posti diversi, perché io possa servire la mia visione. Parteciperò a un'esposizione collettiva in Germania il mese prossimo e a un'altra in India. Ciò che una volta era solo un seme, ora è un fiore nella mia vita. Ho la missione di manifestare la Bellezza, la Bontà e la Pace.

Aspetto la chiamata per quel che sarà il mio prossimo contesto da elevare. Mi piacerebbe essere supportata da una grande galleria per i miei lavor' o creare un'opera destinata a un parco pubblico. In definitiva, ho fiducia di ciò che sarà. Per ora, lavoro nel mio studio.

Leader for One Day

Intervista realizzata da Cristiano Ghidotti e Veronica Waters

PianetaRock.it ottobre 2017

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