Intervista ai Verdena

Dal loro ultimo disco, "Requiem", sono passati tre anni. Dal loro esordio poco più di dieci. Cavalcano ancora la cresta del rock e riscuotono successo, tanto che quasi tutte le tappe del loro tour sono sold out e sul Web i fans commentano già i pezzi del loro nuovo album. Sono i Verdena, ovvero Luca e Alberto Ferrari e Roberta Sammarelli, band lombarda che, stando almeno ai consensi, ha saputo mantenersi un posto nel panorama musicale italiano. Da gennaio sono di nuovo sui palchi dello stivale con "Wow", doppio album targato Universal. Ecco cosa ci ha detto Luca.

Carlotta Giovannucci intervista i Verdena

Carlotta Giovannucci: Una prima domanda rispetto alla libertà di scelta e al margine che avete musicalmente. Avete un contratto con la Universal, che è una casa discografica importantissima, ma com'è per una band controcorrente come voi avere una major alle spalle?

Luca Ferrari: Noi siamo con la Universal da sempre, dal 1999, e sinceramente ci troviamo benissimo. Non abbiamo nessun problema a livello artistico, siamo liberi di fare quello che vogliamo. E, comunque, avere dietro una multinazionale... insomma, direi che va benissimo!

Carlotta Giovannucci: La vostra indipendenza quindi non viene intaccata in questo senso.

Luca Ferrari: No, assolutamente no.

Carlotta Giovannucci: Nel 1999, al vostro esordio, avete vinto il PIM, il Premio italiano della musica, che ha fra i promotori anche Repubblica. Un bel riconoscimento. Ve lo aspettavate? E quanto ha significato per voi, che eravate una band emergente?

Luca Ferrari: Uhm... nel '99 lo abbiamo vinto?

Carlotta Giovannucci: Sì, almeno questa è l'informazione che si trova!

Luca Ferrari: Il Premio di Repubblica... sai che non me lo ricordavo che era il '99!

Carlotta Giovannucci: Una bella notizia, allora...

Luca Ferrari: Beh, sì, certo! Penso sia bello, comunque. Insomma, una grande soddisfazione

Carlotta Giovannucci: Ve lo aspettavate?

Luca Ferrari: Direi proprio di no. Suonavamo e non ci aspettavamo niente. È naturale che volessimo suonare bene, però non avevamo aspettative. Sai, è un sogno cui magari non dai inizialmente molto peso e invece poi si avvera. Almeno con noi si è avverato.

Carlotta Giovannucci: All'inizio suonavate fra Bergamo, Brescia e Milano. Com'è stato per voi, musicalmente e culturalmente, crescere nella provincia? Avete trovato un terreno fertile per la vostra musica?

Luca Ferrari: Quando abbiamo cominciato, noi venivamo da fuori Bergamo e quindi non eravamo accettati benissimo in città, nella bergamasca. Con il tempo ci siamo fatti un nostro pubblico, però all'inizio è stata dura. Non so se hai presente quei meccanismi che si creano quando vieni da fuori, sei molto giovane e non fai parte di nessun liceo importante. Però è andata bene.

Carlotta Giovannucci: E poi vi siete esibiti anche all'estero. Lì com'era il pubblico? Interessato? Interessante?

Luca Ferrari: Interessato sì, direi di sì. Soprattutto nella Svizzera tedesca, che è il posto dove riusciamo a fare qualcosa in più e abbiamo un pubblico che risponde bene e ci viene a vedere. Siamo andati anche in Inghilterra. Ma fuori ci siamo esibiti così, a volte un po' a caso. Speriamo di ripetere qualcosa in ottobre o novembre. Chissà.

Carlotta Giovannucci: Quindi ci sono già dei progetti in questa direzione.

Luca Ferrari: Sì, assolutamente. Poi il sogno dell'America è sempre lì.

Carlotta Giovannucci: In alcune interviste avete criticato MTV, che tuttavia è stato un canale di comunicazione molto importante per il vostro lancio...

Luca Ferrari: Sì, sono stato proprio a io a fare alcune critiche, ma non vorrei essere frainteso: io con MTV ci sono cresciuto. Con i Nirvana, i Megadeth... Tutti i gruppi che ascoltavo quando ero piccolo, li ho conosciuti lì. Internet non c'era, a quei tempi: sembra una cosa distante anni luce, ma non lo è. Intendevo che oggi MTV è cambiata molto, e non c'è più un granché. Non ci sono live, non succede nulla musicalmente. Io spero che ci sia una rivoluzione, perché da questo punto di vista, più in generale, la situazione non è proprio bella. Vabbè che oggi c'è Internet...

Carlotta Giovannucci: Ma quindi ci sono stati o ci sono tuttora, ad esempio, meccanismi di marketing che non vi piacevano/non vi piacciono e che avete comunque accettato per vendervi, commercialmente parlando?

Luca Ferrari: Mah, che dire... il videoclip in generale si è sempre fatto, e si fa tuttora. Forse una volta, almeno 15 anni fa, era più importante dal punto di vista promozionale. Oggi si hanno altri mezzi, altri canali. I video girano soprattutto sul Web.

Carlotta Giovannucci: Quindi anche per voi Internet è un canale privilegiato.

Luca Ferrari: È fondamentale. Ormai la gente guarda la musica in Rete. Anche perché in TV non c'è molto: c'è solo R&B.

Carlotta Giovannucci: Parlando di "Wow", il vostro ultimo album, le definizioni sono state tante da parte della critica. Alcuni dicono che i vostri brani adesso sono più solari, e forse in parte è vero. Ma è frutto di un cambio di sonorità vero e proprio oppure, più semplicemente, avete avuto più spazio per sperimentare?

Luca Ferrari: Il fatto di aver avuto più spazio sicuramente ha inciso molto. Ci sono tracce che probabilmente prima avremmo messo solo su degli EP. Quest'anno però non potremo farlo, quindi abbiamo inserito tutti i pezzi che avevamo fatto nell'album. Abbiamo pensato che meritassero di uscire allo scoperto, anche se un po' sperimentali. Abbiamo voluto fare qualcosa di diverso da "Requiem", che era un disco più violento. Insomma, con "Wow" abbiamo cercato di essere più felici. Ci siamo riusciti? Non lo so, almeno ci stiamo provando! (ride)

Carlotta Giovannucci: Alcune scelte di questo album fanno pensare un po' a "Ritorno al futuro". Insomma, sintetizzatore, mellotron, doppio disco... vi siete distinti abbastanza!

Luca Ferrari: A dire il vero, non siamo stati a ricercare sonorità particolari, che so, anni '70 o roba del genere, anche se forse sì, alcune tracce potrebbero ricordare brani prog. Sono contento del risultato, però. Noi ci lanciamo a occhi chiusi, il pezzo ci deve piacere. Insomma, non abbiamo voluto fare un disco anni '70, eh! Anche se io sono un amante della musica anni '60 e '70: quest'anno ho ascoltato tantissimo i Beach Boys, per esempio.

Carlotta Giovannucci: Manuel Agnelli tempo fa disse che il vostro modo di esprimervi è forse un po' troppo scontroso e istintivo. A più di dieci anni di distanza dal loro esordio come sono i Verdena? Più tranquilli o ancora rock?

Luca Ferrari: Siamo sempre un po' schizzati. Sì, il nostro unico problema è che il cervello, a volte, ci schizza troppo velocemente! Forse dovremmo pensare un po' di più prima di agire. Atteggiamenti scontrosi non so se ne abbiamo davvero: noi pensiamo solo a suonare bene e con dedizione.

Carlotta Giovannucci: Gli atteggiamenti possono giudicarli gli altri, se proprio devono...

Luca Ferrari: Sì, direi di sì

 

Intervista realizzata da Carlotta Giovannucci, PianetaRock.it marzo 2011

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