Pink Floyd I open the door to an empty room... di Cristiano Ghidotti

I Pink Floyd sono, senza mezzi termini, uno dei più rappresentativi e longevi gruppi rock di sempre.
La loro storia, cominciata a metà degli anni '60 sui banchi di scuola di un istituto di architettura, ha visto la sua ultima tappa (speriamo ultima solo per ora) il 2 luglio 2005 sul palco del "Live Aid 8" di Londra davanti a decine di migliaia di persone.
Il nome Pink Floyd non fu adottato subito, ma solo qualche tempo dopo l'ingresso nella band di Syd Barrett (chitarra e voce) e grazie alla sua passione per i due bluesman Pink Anderson e Floyd Council. Durante loro "genesi", si sono chiamati The Abdabs, Tea Set ed infine The Pink Floyd Sound.

Syd Barrett all'inizio della carriera dei Pink Floyd I loro concerti divennero subito un riferimento per il movimento underground londinese; non si può parlare di Pink Floyd senza parlare di psichedelia e sperimentazione, proprio queste parole descriverebbero al meglio uno degli storici live di inizio carriera in locali come l'UFO o nei saloni universitari. La loro musica si discostava da quella proposta da tutti gli altri gruppi in quegli anni, le canzoni non avevano una struttura fissa ed ogni volta venivano interpretate in maniera diversa lasciando ampio spazio alle improvvisazioni.
L'atmosfera era resa "magica" anche dai primitivi giochi di luci, spesso preparati di persona da Roger Waters, per esempio, facendo colare della vernice su una lampadina proiettata verso il palco, l'effetto ottenuto è quello di un'immagine indefinita e visionaria.

Il loro primo album "The Piper At The Gates Of Down" venne pubblicato nel 1967 anticipato da un paio di singoli: "Arnold Layne" e "See Emily Play". Al momento dell'uscita i Pink Floyd potevano già contare su un seguito di fans non indifferente.
L'album è il risultato della "fervida immaginazione" di Barrett: ascoltare canzoni come "The Gnome" o "Bike" spiegherebbe meglio di qualsiasi recensione lo stile musicale di un genio che è svanito troppo in fretta.
Ma del disco d'esordio i pezzi che non verranno dimenticati sono altri due: "Astronomy Domine" e "Interstellar Overdrive", puntualmente riproposti dal vivo.
Ben presto la loro musica sconfinò per raggiungere Europa e Stati Uniti.
"A Saucerful Of Secrets" arrivò l'anno dopo ma al momento dell'uscita la line-up era già cambiata: fuori Syd e dentro, al suo posto David Gilmour.

Una delle poche fotografie dei Pink Floyd che ritraggono Barrett e Gilmour insieme Il motivo dell'uscita di scena di Barrett è da ricercarsi nella sua dipendenza dagli stupefacenti, in particolare l'LSD che, lo aveva totalmente estraniato dal mondo e, di conseguenza dalla band.
Nella biografia di Nick Mason ("Inside Out"), il batterista racconta che Syd durante gli ultimi concerti era completamente assente, per intere canzoni suonava solamente corde vuote e prima dello "split" propose addirittura al resto della band di ampliare l'organico ingaggiando due sassofoniste. "Non ci furono discussioni o litigi", racconta Mason, "in occasione della separazione con Syd; semplicemente avevamo già trovato David (insieme i due chitarristi suonarono per cinque serate) che lo poteva sostituire ed un giorno, diretti ad un concerto, non passammo a prenderlo".
Fu così che finì per i Pink Floyd la breve ma indimenticabile "era Barrett" che negli anni a venire influenzò notevolmente musica e testi.
A questo punto il quartetto aveva trovato la sua formazione che li avrebbe portati in giro per il mondo fino agli inizi degli anni '80: David Gilmour (voce e chitarra), Roger Waters (basso), Richard Wright (tastiere) e Nick Mason (batteria).

"A Saucerful Of Secrets" è un altro successo, in particolare brani come "Set The Controls For The Heart Of The Sun" e la title-track verranno per anni riproposti anche dal vivo.
Nel 1969 la band accetta l'incarico di comporre la colonna sonora del film "More" del regista Barbet Schroeder.
L'esperimento può considerarsi più che riuscito; il disco, spesso sottovalutato, è impregnato di quei suoni tipici del primo periodo dei Pink Floyd.
"Green Is The Color" e "Cymbaline" sono la migliore spiegazione di quelle che potrebbero essere definite "ballate floydiane".
Nello stesso anno viene pubblicato "Ummagumma", doppio album che, oltre alle registrazioni di alcuni brani a Birmingham e Manchester, presenta i Pink Floyd nella loro forma più sperimentale.

Un particolare della bella copertina di "Ummagumma" Nell'ottobre del 1970 esce "Atom Heart Mother"; la mucca in copertina non lascia intravedere il contenuto del disco...
La traccia di apertura ("Atom Heart Mother Suite") mostra i Pink Floyd nel pieno della loro maestosa creatività visionaria.
Agli strumenti tradizionali si aggiungono quelli di un orchestra che, insieme ad alcune campionature azzeccate regalano un gioiello da ascoltare e riascoltare ancora oggi.
Nel '71 è il turno di "Relics", raccolta di brani fino ad allora editi in 45 giri con l'aggiunta di alcuni pezzi già usciti su 33 giri. Da notare la particolare copertina disegnata personalmente da Mason.
A novembre dello stesso anno viene pubblicato "Meddle"; si tratta di un disco molto particolare.
Potrebbe essere considerato il punto di passaggio dal primo periodo musicale della band, quello psichedelico, visionario, colorato, al secondo, in cui la maturità ed il punto di vista di Waters sul mondo prendono il sopravvento dando vita ad alcuni degli album che resteranno per sempre nella storia del rock.

Ad aprire le "danze" è "One Of These Days (I'm Going To Cut You Into Little Pieces)", brano in cui l'insistente basso di Waters e le corse sulla tastiera di Wright fanno da perfetto tappeto ritmico per il lap steel di Gilmour.
Si passa poi dal ritmo jazzato di "San Tropez" per arrivare alla maestosa traccia da oltre 23 minuti che chiude il disco: "Echoes".
Uno dei migliori pezzi di sempre scritti dal quartetto, un brano in cui si trova di tutto: dolcezza, forza, sperimentazione (le "urla" a metà canzone si racconta siano state ottenute per caso invertendo i cavi di ingresso e di uscita della chitarra di Gilmour da un pedale wah-wah). Insomma... uno di quei pezzi che non si scordano facilmente; memorabile l'esecuzione dal vivo a Pompeii (pubblicata anche su DVD).
Il 1972 vede la pubblicazione di un'altra colonna sonora: "Obscured By Clouds", sempre per un film di Schroeder.
Inizialmente il lungometraggio avrebbe dovuto intitolarsi solamente "La Valèe" mentre in seguito Schroeder decise di chiamarlo "La Valèe (Obscured By Clouds)" visto la riuscitissima collaborazione con i Floyd.

Come anticipato pocanzi, la svolta per il gruppo era vicina.
Le influenze caratteriali e musicali di Waters cominciavano a farsi sentire in maniera pressante, il suo modo di vedere le cose, una sorta di fastidio... fu tutto questo a contribuire in maniera significativa alla creazione di "The Dark Side Of The Moon" (1973), opera riconosciuta all'unisono come pietra miliare del rock.
Uno dei punti di forza del disco sono le tematiche trattate dai testi.
Waters ha scritto delle canzoni che parlano dei problemi e delle paure che tutti i giorni ci troviamo ad affrontare: la vita, la morte, i soldi, l'amore...
Si tratta dell'album della maturità, quello in cui le atmosfere psichedeliche e visionarie di qualche anno prima lasciano (anche se non completamente) il posto alle riflessioni di un'anima in cerca di pace e di risposte.
Anche le campionature e i missaggi eseguiti in maniera magistrale (all'epoca non esistevano apparecchiature digitali) aiutano l'ascoltatore a districarsi fra l'emozionante assolo di "Time" e il 7/8 di "Money", passando per la toccante prova vocale di Clare Torry in "The Great Gig In The Sky" e il delicato sax di Dick Parry in "Us And Them".

Insomma, i quattro ragazzi sembrano essere cresciuti e si trovano di fronte ad ostacoli e problemi che affronteranno anche nell'album successivo: "Wish You Were Here".
David Gilmour sul palco alla metà degli anni '70 Disco quasi interamente costruito attorno alla figura di Syd e a ciò che ha rappresentato per la band, vede in apertura e chiusura il brano "Shine On You Crazy Diamond", in cui la chitarra di Gilmour si esprime con dolcezza.
Originale anche "Welcome To The Machine" con il sinth di Wright in evidenza e "Have a Cigar" dove i Floyd esprimono il loro disprezzo per un sistema discografico in cui gli interessi economici vengono prima di ogni altra cosa.
L'aneddoto che ha accompagnato le registrazioni del disco ha quasi dell'incredibile: mentre i quattro si trovavano in studio a lavoro quasi terminato, un giorno si presenta un signore grasso e pelato, completamente vestito di bianco.
Waters e compagni non ci fanno caso pensando che sia solo uno dei tanti fans riusciti ad intufolarsi di nascosto.
Dopo qualche ora Gilmour si accorge che lo sconosciuto è proprio Syd...

Passano tre anni prima di veder pubblicato un altro disco firmato Pink Floyd; i tempi si allungano e le tensioni cominciano a crescere all'interno del gruppo.
Nel mondo musicale va affermandosi quel movimento che portò alla nascita del punk e forse, per non perdere il treno, il suono di "Animals" (1977) risulta più "duro" delle precedenti produzioni.
In apertura e in chiusura trovano spazio due brani quasi identici, "Pigs On The Wing (pt I e II)". In mezzo tre canzoni riuscitissime, in particolare "Dogs".
Come già detto, la figura di Waters stava prendendo il sopravvento sul resto del gruppo; sempre dalla sua testa nasce "The Wall", concept album dove, narrando l'ascesa e la caduta di una rockstar (Pink), riesce a trasformare in musica i suoi sentimenti e le sue paure, a partire dalla morte del padre fino ad arrivare allo schiacciante sistema discografico.
Se si provasse ad ascoltare le demo dei brani che poi avrebbero composto il disco, preparati dal solo bassista nel suo studio casalingo, è impressionante vedere quanto siano già simili alle versioni finali.
Questo sta a dimostrare quanto la figura di Waters sia diventata dominante nel processo creativo della band.
Durante le registrazioni avviene anche lo split con Wright, il tastierista resterà comunque nella band per i live successivi.

Una delle spettacolari scenografie del tour di "The Wall" Lo spettacolo offerto dai Floyd nel tour di The Wall è quanto di più scenografico mai concepito per un concerto rock.
Sfortunatamente non esistono registrazioni ufficiali che permettono di riviverne le emozioni, solo qualche filmato amatoriale dell'epoca oppure la riedizione che Waters portò in scena a Berlino nel 1990 con un cast di artisti di tutto rispetto (Scorpions, Bryan Adams, Van Morrison, Sinead O'Connor...).
Basandosi sul disco viene realizzato anche un lungometraggio diretto da Alan Parker, con Bob Geldof nella parte di Pink.
Nel novembre del 1981 viene pubblicato "A Collection Of Great Dance Song", raccolta dei successi floydiani del periodo '71-'80.
Il percorso musicale dei Pink Floyd si interrompe nella primavera 1983, con la pubblicazione di "The Final Cut".
Più che un album di gruppo, quest'ultimo potrebbe essere considerato un disco solista di Waters. La voce di Gilmour è presente solo su un brano ("Not Now John") e purtroppo la scarsa libertà creativa che Roger lascia ai suoi compagni ha come unico risultato quello di produrre un disco che dei Pink Floyd porta solamente il nome e non certo la qualità a cui ci avevano abituati. Curioso che nel brano sopracitato alla fine si senta una voce in italiano ("Scusi dove il bar?").

Una foto di Wright, Gilmour e Mason orfani di Waters Da qui in poi cominciano dispute legali, soprattutto fra Waters e Gilmour, per la paternità del nome Pink Floyd.
A spuntarla sarà il chitarrista che nel 1987, tornato in studio con Wright e Mason, sforna "A Momentary Lapse Of Reason".
Il disco si lascia ascoltare, c'è anche qualche spunto interessante come il brano "Learning To Fly"; ma gli anni sono passati e con la maturità, i tre Floyd supertiti sembrano aver perso quella sana "follia creativa" che li aveva caratterizzati fino a qualche anno prima.
Dal tour che accompagna la nuova uscita discografica verrà confezionato anche un doppio album live dal titolo "Delicate Sound Of Thunder" nel quale oltre a qualche nuovo brano, vengono riproposti i vecchi successi.

Tutto tace fino al 1994 quando, i Pink Floyd tornano a dare segni di vita con "The Division Bell" dove spicca la strumentale "Marooned" e poco altro, se non la cura maniacale che Gilmour, Wright e Mason hanno messo nella ricerca e registrazione dei suoni. Anche in quest'occasione viene registrato uno dei concerti del tour per una pubblicazione: "Pulse" esce su doppio CD e VHS (presto anche su DVD).

Tentare di spiegare cosa hanno significato (e ancora continuano a farlo) i Pink Floyd in poche righe sarebbe impossibile.
A questo proposito però torna utile un passaggio della già citata autobiografia di Mason:
"...Sulla buona nave 'Floyd' Steve (Mason si riferisce allo scomparso manager Steve O'Rourke) e io abbiamo lavorato insieme per più di trent'anni, quasi sempre da marinai semplici. Abbiamo prestato servizio sotto capitani severi. Il Pazzo Capitano Barrett è stato il primo; i suoi occhi accesi da leggende di tesori e strane visioni quasi ci hanno portato al disastro, fin quando un ammutinamento ci ha posti sotto il comando del crudele Roger... In seguito Roger sarebbe sceso con noncuranza dalla passerella, per essere sostituito dall'Esperto Lupo di Mare Gilmour...".

  • Discografia ufficiale:
  • The Piper At The Gates Of Dawn (1967)
  • A Saucerful Of Secrets (1968)
  • More (colonna sonora, 1969)
  • Ummagumma (1969)
  • Atom Heart Mother (1970)
  • Relics (raccolta, 1971)
  • Meddle (1971)
  • Obscured By Clouds (colonna sonora, 1972)
  • The Dark Side Of The Moon (1973)
  • A Nice Pair (raccolta dei primi due LP, 1973)
  • Masters Of Rock (raccolta, 1974)
  • Wish You Were Here (1975)
  • Animals (1977)
  • The Wall (1979)
  • A Collection Of Great Dance Song (raccolta, 1981)
  • The Final Cut (1983)
  • A Momentary Lapse Of Reason (1987)
  • Delicate Sound Of Thunder (1988)
  • The Division Bell (1944)
  • Pulse (live, 1995)
  • Is There Anybody Out There (live, 2000)
  • Echoes: The Best Of Pink Floyd (greatest hits, 2001)
  • (L'elenco non tiene conto di tutte le compilation, raccolte e registrazioni live pił o meno autorizzate)
  • Galleria fotografica:
  • Il primo nucleo della band, in realtą il nome Pink Floyd non era ancora stato adottato
  • Da sinistra a destra: Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e Syd Barrett
  • La formazione nel 1967
  • Durante una sessione fotografica
  • Nel 1968 David Gilmuor sostituisce Syd Barrett alla voce e alla chitarra
  • Il muro crollato alla fine dei concerti nel tour di "The Wall"
  • Nick Mason alla batteria durante il tour di "A Momentary Lapse Of Reason"
  • La spettacolare scenografia del tour promozionale di "The Division Bell"
  • I potenti laser della scenografia
  • Gilmour, Waters, Mason e Wright riuniti dopo oltre 20 anni in occasione del Live Aid 8 a Londra
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