Morphine someday there'll be a cure for pain di Cristiano Ghidotti

Era la sera del 3 luglio 1999 quando Mark Sandman crollò durante un concerto su un palco a Palestrina (poco fuori Roma).
E' difficile immaginare un'uscita di scena più spettacolare per chi con le proprie canzoni ha affrontato in più di un'occasione il tema della morte.
Sandman dopo essere stato il giovane bassista dei Treat Her Right (blues band del Massachussetts) ed una breve parentesi nei Supergroup fondò, all'inizio degli anni '90 il gruppo che avrebbe fatto conoscere la sua estrosa e al contempo tormentata anima al mondo intero: i Morphine.

Sanmand, leader dei MorphineL'idea era a dir poco rivoluzionaria, in un periodo in cui il mondo musicale era scosso dai riff graffianti dei Nirvana e di tutto il movimento grunge, Sandman armato di un basso a due corde (scelta maturata dopo lo studio di strumenti tradizionali africani ad una sola corda), insieme a Jerome Deupree (batteria) e Dana Colley (sassofono baritono) costruisce una musica essenziale e struggente ma allo stesso tempo calda ed evocativa.
Niente chitarre dunque.
Il primo disco a vedere la luce è "Good" nel '92 (Accurate) dentro al quale non si possono non riconoscere forti influenze blues (Waits, Cave).
La musica sembra prendere forma direttamente dalle notturne strade nebbiose delle metropoli americane e i Morphine, mescolando blues, jazz e cadenze swing, sembrano a tratti raccontare la quinta essenza del disagio.

Pezzi come "Have A Lucky Day", "On The Other Side" o "Do Not Go Quietly Under Your Grave" mostrano come basso e sax possano duettare in maniera insolita ed originale creando atmosfere decadenti, quasi paranoiche, mentre "Test-Tube Baby" con il suo ritmo incalzante sembra voler dimostrare la capacità di cambiare timbro del trio. Anche le parti cantate scivolano perfettamente sul tappeto musicale.
Billy Conway, sax L'anno successivo, dopo l'ingresso di Billy Conway (ex Treat Her Right) alla batteria al posto di Deupree viene pubblicato "Cure for Pain" (Rykodisc) dove i Morphine abbandonano in parte gli schemi scheletrici del primo album per arrangiamenti più elaborati.
Un disco che non tradisce le aspettative e tocca differenti dimensione musicali: si va dal folk di "In Spite Of Me" alle oscure allusioni di "Mile Davis' Funeral" passando per "I'm free now" dove la linea vocale appena accennata accompagna una ritmica piena e rotonda.
Anche questa volta sembra esserci un filo conduttore per i Morphine, a guidarli nella stesura dei testi e musiche, una sorta di drammaticità, quasi una premonizione di come sarebbe stata la fine del gruppo.

Il 1995 è l'anno di "Yes" (Rykodisc), terzo disco della band che si differenzia dai due precedenti per la minore presenza di atmosfere cupe e lacerate e per una maggiore energia e immediatezza nell'ascolto.
L'album inizia con la lanciatissima "Honey White" in cui strumenti e voce si rincorrono dando vita ad uno dei pezzi più energici di tutta la carriera del trio.

L'interpretazione di Sandman in "Whisper" la rende una "preghiera intrigante", in "Radar" è il basso a farla da padrone creando un atmosfera cupa e al tempo stesso affascinante ed è eccezionale il lamento del sax in "I Had My Chance" e "Free Love". Una foto dei Morphine in formazione
Gli altri brani del disco non sono certo da meno in quanto a originalità, basta ascoltare "Yes", "Sharks" o "Super Sex" per capire quanto grande fosse il calderone musicale dal quale i Morphine creavano i loro pezzi.
A chiudere il lavoro è "Gone For Good" in cui la voce di Sandman, cullata da una chitarra quasi impercettibile, canta ancora una volta qualcosa di andato, perso per sempre.
Nel marzo del 1997 viene pubblicato "Like Swimming" e qualche mese più tardi "B-Sides And Otherwise", raccolta di rarità registrate durante gli anni precedenti.
"Like Swimming" segna purtroppo una battuta d'arresto per quanto riguarda il genio compositivo di Sandman mentre conferma una volta di più come Conway dietro le pelli e Colley al sax sappiano sfornare ritmi jazz in grado di soddisfare anche l'orecchio più esigente e raffinato.

L'intero disco è pervaso da un atmosfera retrò ma senza più quei colpi di genio che avevano estasiato nei dischi precedenti.
Sono comunque degne di nota canzoni come "Early To Bed" dalle sonorità blues o "Murder For The Money", uno dei pezzi più duri scritti dal trio.
Nel 2000 viene rilasciato "The Night".
Le tracce sono state registrate poco tempo prima della morte di Sandman.
Lo stesso cantante aveva detto che il disco avrebbe rappresentato una sorta di evoluzione per la band grazie all'utilizzo di strumenti e suoni prima esclusi dalle loro composizioni (violoncello, pianoforte e cori).
Il brano che dà nome al disco, "Take Me With You", "Like A Mirror" confermano però come i Morphine, nonostante l'apertura verso nuove soluzioni musicali avessero intenzione di continuare ad "interpretare" le atmosfere che li hanno resi celebri, intrise di lamenti ed ossessioni.
Infine nel 2003 esce il "The Best Of", semplice quanto prevedibile operazione commerciale che comunque offre un buon punto di partenza per chi non conoscesse i singoli album.

  • Discografia ufficiale:
  • Good (1992)
  • Cure For Pain (1993)
  • Yes (1995)
  • B-Sides And Otherwise (1997)
  • Like Swimming (1997)
  • The Night (2000)
  • Galleria fotografica:
  • Mark Sandman, leader dei Morhine sul palco del Central Park di New York nel 1997
  • Dana Colley e i suoi due sax suonati in contemporanea
  • Una foto della band
  • Mark Sandman, frontman del gruppo
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