Dario V (Psychedelic dark rock)

Dario V La musica è sempre stata, per quanto io riesca a ricordare, una presenza costante nella mia vita.
Da bambino ero un insaziabile ascoltatore di dischi e passavo intere giornate ad ascoltare lo Zecchino d'oro e compagnia bella, forse alcuni di voi si ricordano di quei dischi magici dove, appoggiandovi sopra una specie di prisma, si potevano vedere le figure disegnate sul disco stesso animarsi mentre il disco girava.
Non esistendo quasi la televisione (erano gli anni '60) le mie giornate si dividevano fra compiti e dischi.

Il mio primo incontro con la musica "adulta" lo devo a mio cugino, nonchè maestro d'infanzia, Guido Vergari che mi lasciò un paio di cassette con le migliori canzoni dei Beatles.
Fui come fulminato dalle canzoni del loro ultimo periodo: "I am the walrus" , "A day in the life" , "Glass onion" aprivano prospettive che ad un bambino di 10 anni cresciuto nell'oscurità che circondava il mondo musicale di allora sembravano magiche.
Per diversi anni mi accontentai dei Beatles fino a quando in prima media mi imbattei nei Pink Floyd che furono la mia seconda rivelazione, iniziai a acquistare i miei primi dischi passando poi ore a guardare le copertine e leggere i testi mentre li ascoltavo, "Meddle", "Atom earth mother", "The piper at the gates of dawn".
Il passo fu breve per arrivare a "Nursery crime","The lamb lies down on Broadway" dei Genesis (quelli veri), "In the court of the crimson king", "Starless and the bible black" dei King Crimson, scoprii anche il lato oscuro della musica con "Sabbath bloody sabbath" disco al quale sono ancora oggi legatissimo e che mi introdusse al metal e ai grandi Led Zeppellin.

Da lì in poi fù per me un entusiasmante periodo di caccia e profondi ravanamenti negli scaffali del mitico negozio di dischi Dimar di Pesaro e mi costrui così una certa conoscenza del mondo rock. Doors, CSN&Y, ELP, Deep Purple, Stooges, Stones.
Era circa la metà degli anni '70, uno dei periodi più strani musicalmente parlando, il ciclo degli anni '60 con le sue rivoluzioni si era definitivamente chiuso e l'atmosfera che regnava cominiciava a essere decisamente stagnante.
I grandi di un tempo erano diventati dinosauri e avevano il fiato corto. John Travolta, i Bee Gees e la discomusic da febbre del sabato sera avevano spazzato via qualunque emozione dalla musica, ridotta ormai a colonna sonora per pomiciate o serate danzanti (non vorrei ricordare il mostruoso periodo italiano in cui imperversavano i vari Finardi, Venditti, Degregori, Lolli, Guccini e tutto il codazzo di cantautorame che, con il pretesto dell'impegno e dei testi socialmente rilevanti, ci massacravano i cosiddetti con le loro canzoni antimusicali, roba che a confronto Jovanotti è una benedizione).

Fortunatamente come tutti sapete verso il 1976 nacque il punk, e fu la terza rivelazione nella mia vita.
"God save the queen" dei Sex Pistols ha praticamente intasato le mie orecchie durante la meravigliosa estate del '77, mi sembrava allora che la musica fosse quasi fisica, tangibile.
Fù quello uno dei rari periodi in cui qualsiasi disco di qualsiasi nuovo gruppo si comprasse conteneva nuove sonorità e nuove emozioni. Stranglers, Devo, Damned, Joy Division, P.I.L., Cure, Echo and the Bunnymen.
Con questi nomi il punk si stava evolvendo per essere poi inevitabilmente digerito, definito e inscatolato con il termine new wave.

Nel 1980 ero ciò che si poteva definire un perfetto new waver.
Capelli corti, cravatta di pelle, vestiti modern-eleganti e una propensione innata per la musica cupa e dura.
Il mio locale preferito era l'Aleph, di Gabicce Mare, una discoteca "arredata" con mattonelle da ospedale alle pareti, divani ricavati da sedie provenienti da veri carriarmati e monitor ovunque che trasmettevano in continuazione il compianto Ian Curtis mentre cantava epiletticamente "She's lost control".

Nel 1980 scrissi la mia prima canzone "Baby". Ero a casa da solo di sera, aspettando l'ora giusta per uscire.
Presi in mano la chitarra e dopo aver suonato un paio di accordi a caso iniziai a cantare. Come in trance mi uscirono le parole e la melodia nello stesso istante. Cantavo e sembrava che le mie dita sapessero da sole dove sarebbero dovute andare per formare il prossimo accordo.
Io ero solo una specie di esecutore, un tramite per fare defluire la musica. Non avevo mai provato prima quella sensazione. Finito di cantare non avevo avuto neanche bisogno di scrivermi parole, accordi o melodia perchè la canzone era tutta lì, chiara nella mia mente.
Non sapevo di esserne capace ed il fatto di potere esprimere le mie emozioni mediante le canzoni mi sembrò magico.
Il passo successivo ovviamente era quello di formare una band. La mia ragazza all'epoca frequentava l'Istituto d'Arte Mengaroni a Pesaro, vivaio ideale per gente strana. Un bel giorno arrivò insieme ad un ragazzo che portava spessi occhiali con una montatura in plastica trasparente alla Devo, giacca di plastica, pantaloni di plastica nera borchiati e riempiti di zip, capelli striati in vari colori.
Oggi è normale ma posso assicurarvi che nella sonnacchiosa Pesaro del 1980 aveva l'effetto di attirare l'attenzione di chiunque, dovunque e qualsiasi cosa stesse facendo. Avevo appena conosciuto così Giovanni, quello che ancora oggi posso definire il mio migliore amico e fondato il mio primo vero gruppo musicale.
Ci chiamavamo The Drivers in onore di Jim Morrison e di un verso della canzone "The end": "Driver where you're taking us ?".

Il gruppo è andato avanti per circa tre anni carichi di entusiasmo e voglia di fare. Purtoppo proprio poco dopo avere iniziato ad avere un certo seguito e ad apparire nelle tv locali della zona romagnola il batterista ci lascia, il bassista si deprime e il gruppo si scioglie... i soliti problemi tra musicisti...
Io resto molto deluso e decido di diventare autosufficente.

Inizio così a trafficare con il mitico registratore multitraccia Teac Tascam 244. Imparo faticosamente a suonare tutte le parti strumentali delle mie canzoni, chitarra, basso, batteria etc. ma la qualità del suono che riesco a raggiungere in un piccolo studio casalingo è decisamente insufficente per la musica rock.
Mi dedico così a sperimentare suoni, tecniche di registrazione e di montaggio, utilizzo oggetti banalmente quotidiani come il mio aspirapolvere per stravolgerne il suono ed inserirlo in musica.
Poi frustrato dalla inadeguatezza dei miei mezzi di registrazione rivolgo i miei interessi altrove e inizio a viaggiare preferendo non infliggermi per un pò di tempo nuove delusioni cercando di autoprodurmi un disco.

Nel 1985 scopro il computer. Frequento un corso di programmazione in cobol e mi avvicino al mondo del personal computer. Arrivano i primi pc dotati di una certa versatilità quali il Commodore Amiga. Poi i primi IBM compatibili,UNIX , ms-dos, windows e compagnia bella. Un mondo nuovo.
A questo punto la musica ritorna ad essere solo la colonna sonora delle mie giornate. Sono totalmente assorbito dallo studio del pc e delle sue potenzialità.
Nel 1995 creo un programma per consultare archiviare e stampare gli esagrammi dell'oracolo cinese I-King che riscuote un notevole successo alla festa estiva Estatica di Pesaro dedicata alla new age e nuove tendenze. Intanto il mio tempo libero lo dedico a viaggiare e resto affascinato dall'Asia.
Per diversi anni viaggio e faccio nuove esperienze cercando sempre nuovi luoghi che mi stimolassero.

Nel 1996 lascio definitivamente la mia città natale e mi trasferisco per lavoro a Milano. Da allora la mia vita è diventata molto più tranquilla, diciamo pure noiosa, fino all'anno 2000 quando acquisto una tastiera workstation korg T3 più per nostalgia del suonare che per altro.
Dopo averla collegata al computer mi rendo conto che ormai la potenza di un pc è sufficente per lavorare agevolmente con dati midi e file audio e inizio ad interessarmi al mondo della registrazione digitale e dell'hard disk recording.

Nel 2001 inizio a registrare alcune canzoni, quelle che non ero mai stato in grado di produrre come desideravo, e capisco di essere veramente nel futuro.
Posso ora sostituire un 4 piste a nastro con un 200 piste digitali editabili indefinitivamente, i suoni sono reali, non devo più lottare con il fruscio ed il degrado della traccia sonora.

Nel 2002 completo 11 canzoni e nasce così il mio primo CD "Tell The Sun".
Alcune canzoni come "Lost in the subway" sono state registrate in pochi giorni, altre come "Angel of the night" sono state terminate solo dopo alcuni mesi di lavoro.
Dal 2003 sono impegnato a registrare il mio prossimo CD, ho tre nuove canzoni pronte, due delle quali cantate in italiano.
Stò cercando di scrivere in italiano visto le numerose proteste di quelli che non conoscono l'inglese, il fatto è che quando scrivo una canzone le parole mi escono spontanemente in inglese e il creare la versione italiana mi risulta spesso difficile.

Componenti: Dario Vergari (strumentazione e voce)
Provenienza: Milano (MI - Lombardia)
Sito internet: http://www.dariomusic.com/
e-mail: dariomusic[at]gmail.com

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