Soft Machine Legacy "Live Adventures"
di Cristiano Ghidotti

Soft Machine Legacy - Live Adventures Poche formazioni hanno attraversato oltre quattro decenni, passando per numerosi cambi di line-up, senza perdere quel tratto distintivo caratteristico della loro musica. I Soft Machine, dopo essere tornati in vita all'inizio del nuovo secolo per volere di Hopper, Dean, Marshall e Holdsworth, rientrano appieno in questa categoria e proseguono la loro attività con il rilascio di "Live Adventures".

Il disco, registrato in occasione di due concerti tenuti nell'ottobre 2009 in Austria e Germania, propone una tracklist che pesca a piene mani dal repertorio più attuale dei suoi componenti, ma non senza riproporre alcune composizioni della più datata ma sempre gradita discografia del passato, magari rivisitando e arrangiando in modo originale riff e melodie ormai entrati a far parte della storia.

La qualità delle esecuzioni è, neanche a dirlo, all'altezza delle aspettative. Considerati i nomi coinvolti nel progetto, comunque, non poteva essere altrimenti. Ad aprire le danze è "Has Riff II", otto minuti e trenta secondi che fungono da perfetto apripista per le atmosfere a cui i quattro andranno a dar vita di lì a poco. In mezzo, brani come "In the Back Room", "The Nodder" e "Grapehound" rappresentano la perfetta sintesi della musica offerta oggi dal quartetto: ricercata, ammaliante, pregna di tecnicismi (da ascoltare il solo di Etheridge sul secondo brano), mai invadente.

Come citato poc'anzi, i SML ripropongono anche pezzi più datati, con i tre minuti di "Facelift", epico apripista dell'atavico "Third" del 1970, dovuto omaggio a Hugh Hopper scomparso nel giugno 2009. Il tema principale del pezzo viene ripreso dai quattro sul palco, ma ai fan più legati alla versione originale questo assaggio non basterà. Lo stesso vale per "Gesolreut", da "Six".

"Live Adventures" rappresenta senza alcun dubbio un live di indiscussa qualità, capace di riproporre lo stile inconfondibile della formazione e che fa ben sperare per eventuali futuri progetti legati al marchio Soft Machine. Non all'altezza forse delle produzioni meno recenti, il suo ascolto è comunque consigliato a tutti coloro che nel 2010 continuano stoicamente ad apprezzare certe sonorità, magari con un pizzico di spirito nostalgico che di certo non guasta.

Un plauso, infine, al lavoro della Moonjune Records, costantemente impegnata nel proporre band e dischi forse non capaci di richiamare a sé l'attenzione del grande pubblico, ma di certo accolte come oro colato da una nicchia di appassionati affezionata alla Musica con la M maiuscola.

Voto: 8 / 10 Voto: 8 / 10

Tracklist:
01. Has Riff II
02. Grapehound
03. The Nodder
04. In the Back Room
05. Song of Aeolus
06. The Relegation Of Pluto / Transit
07. Gesolreut
08. Facelift
09. The Last Day

Etichetta: Moonjune Records
Anno: 2010
Sito internet: http://www.myspace.com/softmachinelegacy/

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