Phaedra "Ptah"
di Cristiano Ghidotti

Phaedra - Ptah Di quali criteri bisogna tenere conto nell'approcciare la recensione di un disco? Forse dell'originalità, magari dell'abilità tecnica dei musicisti, o ancora della sua capacità di risultare evocativo all'ascoltatore. Come scindere poi il parere magari dovuto a gusti del tutto soggettivi, da quello che dovrebbe essere il giudizio obiettivo degno di una recensione che possa definirsi tale? Sono domande che, ogni qualvolta mi appresto a scrivere di un nuovo album tornano puntualmente a palesarsi. Anziché concentrarmi sui punti sopraelencati, come forse necessiterebbe un'analisi inappuntabile, penso sia meglio guardare alla nuova produzione degli italianissimi Phaedra con ottica differente.

"Ptah", questo il nome del lavoro, racconta una storia, e solo con una storia può essere a sua volta raccontato. È quella di sette ragazzi trentini, al debutto discografico ma sulle scene già dalla prima metà degli anni '90, che al giorno d'oggi scelgono di esprimere la loro arte in modo particolare, coraggioso e forse azzardato. Sette ragazzi che, a sentire quanto hanno da dire in "Ptah", sembrano usciti direttamente da qualche macchina del tempo con un balzo di 40 anni a piè pari. Sette ragazzi che strizzano l'occhio all'era d'oro del rock progressivo italiano e d'oltremanica, ma con la capacità di confezionare un disco dall'ascolto comunque non ostico. Qualcuno, va detto, potrebbe trovare il lavoro troppo dilatato e forse poco orecchiabile (mi si passi il terribile termine). A quel qualcuno, ovviamente, consigliamo senza indugio di cercare altrove.

Lo si capisce fin dall'iniziale "Ouverture", apripista strumentale vecchio stampo, che Phaedra è una creatura bizzarra, talvolta suggestiva. Passare in rassegna i singoli brani non avrebbe poi senso, proprio per il fatto che "Ptah" rappresenta un concept album. Avreste mai il coraggio di giudicare un romanzo per i suoi singoli capitoli, senza considerarne l'insieme, il suo crescendo narrativo, l'evoluzione dei protagonisti, o ancora il suo epilogo?

Non posso che proseguire in questa non recensione con l'introdurvi Ptah, figura tra il mitologico e il fantascientifico, attorno alla quale ruotano tutte le composizioni. Giunto sul nostro pianeta insieme ai suoi simili, con la speranza di scovare nuove fonti di sapere, il giovane rimpiangerà ben presto la sua terra madre. Dopo aver dato vita alla leggendaria città di Atlantide, e aver constatato sulla propria pelle l'incapacità degli uomini a vivere in pace e armonia, Ptah lascerà infine anche il nostro mondo, per intraprendere una nuova tappa del suo eterno viaggio.

A questo punto, non mi resta che collegarmi alle domande di poc'anzi e liquidare tutti coloro che sono arrivati a leggere fin qui senza aver trovato in quanto sto scrivendo ciò che cercano. "Ptah" è originale? Sì, soprattutto perché proposto oggi, senza dimenticare che la band ha scelto la non facile via dell'autoproduzione. I musicisti sono all'altezza di un progetto tanto ambizioso? Sì, sanno sottolineare l'evolversi delle vicende in modo convincente, sia nei passaggi prettamente strumentali ricamati da Stefano Gasperetti, Matteo Armellini, Claudio Bonvecchio, Fabrizio Crivellari, Elisabetta Wolf e Antonio Floris che laddove la singolare voce di Claudio Granatiero si trova impegnata nel rappresentare gli eventi. Il disco, va aggiunto, è stato registrato di recente, ma dopo quasi un lustro di rodaggio sul palco. Al terzo interrogativo, relativo alla capacità di risultare evocativo, beh... dipende dall'ascoltatore.

Voto: 7,5 / 10 Voto: 7,5 / 10

Tracklist:
01. Ouverture
02. Dicono
03. Il cielo stellato (L'addio - Il viaggio - Nostalgia d'un mondo lontano (l'astonomo)
04. Il reietto (Lo so... - La fuga - In aeternum)
05. Un mondo nuovo
06. Come un bambino
07. La costruzione di Atlantide
08. Uomo!
09. Atlantide distrutta
10. Dilemma interiore
11. Il saggio errante (Notte a Qena - Risveglio a Benares - Mare Tenebrarum (Il tormento del Moskoe-Strom)
12. Preghiera
13. Il peso del rimorso
14. La decisione

Etichetta: Autoproduzione
Anno: 2010
Sito internet: http://www.phaedramusic.it/

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