White Stripes "Get Behind Me Satan"
di Cristiano Ghidotti

White Stripes - Get Behind Me Satan Provate a parlare dei White Stripes a qualcuno e con tutta probabilità nella sua mente riecheggerà il riff di "Seven Nation Army" o di qualche altro singolo di "Elephant", album del 2003 che li ha resi noti al grande pubblico.

Alcuni penseranno addirittura che quello sia stato il loro debut-album ma non è così: la carriera di Jack e Meg White (che nessuno ha ancora capito bene se siano veramente fratelli...) ha inizio nel 1999 con il loro album omonimo e vede nel 2005 l'uscita del nuovo disco "Get Behind Me Satan".

Già dalla copertina lascia in bocca un certo gusto retrò e anche il singolo scelto per il lancio dell'album ("Blue Orchid") richiama alla memoria le sonorità degli anni d'oro del rock. Buona parte del disco è caratterizzata da influenze blues: brani come "Instinct blues" e "Red Rain" lo dimostrano. In quest'ultimo addirittura la voce di Jack a tratti ricorda quella dell'impareggiabile Robert Plant dei tempi migliori.

Quasi tutti i pezzi sono impregnati da una sorta di inquietante malinconia, se non ci credete provate ad ascoltare "The Nurse" o "White Moon".

"Little Ghost" invece sembra uno di quei pezzi country da cantare intorno al fuoco con un boccale di birra in mano!

Non manca neanche la ballata (anche se non proprio nel senso stretto del termine): "Forever For Her" o qualche intermezzo come "As Ugly As I Seem" che assomiglia ad un'ipnotica filastrocca o "Passive Manipulation" dove Meg si cimenta nel canto (non proprio la sua dote migliore...).

Altra conferma della dedizione di Jack verso il rock blues anni '70 nel brano finale "I'm Lonely (But I Ain't That Lonely Yet)" dove la sua voce assume un timbro quasi femminile come già successo in passato, ad esempio in occasione della ben riuscita cover di "Jolene" di Dolly Parton.

In conclusione un buon disco, coerente con la musica minimalista che da anni i due ragazzi di Detroit portano in giro per il mondo, senza eccessive sperimentazioni o inutili divagazioni in altri generi musicali.

L'unico vero cambiamento rispetto ai lavori precedenti è il ruolo primario che qui viene ad assumere il pianoforte rispetto alla chitarra di Jack.

Non c'è che dire, i White Stripes si confermano come una "piacevole stranezza" in un panorama rock ormai fin troppo omologato e ripetitivo.

Voto: 7 / 10 Voto: 7 / 10

Tracklist:
1. Blue Orchid
2. The Nurse
3. My Doorbell
4. Forever For Her (Is Over For Me)
5. Little Ghost
6. The Denial Twist
7. White Moon
8. Instinct Blues
9. Passive Manipulation
10. Take, Take, Take
11. As Ugly As I Seem
12. Red Rain
13. I'm Lonely (But I Ain't That Lonely Yet)

Etichetta: XL
Anno: 2005
Sito internet: http://www.whitestripes.com

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