COPERNICUS "disappearance"
di Cristiano Ghidotti

COPERNICUS - disappearance "Ninety-six percent of all matter in the Universe cannot be perceived by humanity / Il 96% della materia presente nell'Universo non può essere percepita dall'umanità".

Così recita, ed in questo caso nessun verbo sarebbe più azzeccato, COPERNICUS, all'anagrafe Joseph Smalkowski, in un passaggio di "The Blind Zombies".
Si potrebbe anche aggiungere, volendo un po' calcare la mano che anche "la sua musica non può essere percepita dal 96% dell'umanità".

I sette brani contenuti in "disappearence" (maiuscole e minuscole sono posizionate secondo il severo volere dell'artista) sono infatti quanto di più lontano un ascoltatore poco allenato a sperimentazione, improvvisazione e tematiche astratte vorrebbe mai trovare sulla propria strada.

Tutti registrati nel corso di un'intensa sessione al Water Music Studios di Hoboken (NJ) durante lo scorso novembre, i pezzi sono il frutto dell'unione di tredici musicisti, innumerevoli strumenti e tanta voglia di offrire un prodotto che infranga qualsiasi ragionevole logica commerciale.

Le liriche dell'eclettico poeta newyorkese, al limite del nichilismo, scandite con voce possente e suggestiva parlano di creazione, particelle, atomi, quark, creazione, divino, plasma, umanità, fede, illuminazione, odio, amore, paure, evoluzione, rivoluzione, equazioni fisiche e molto altro ancora.
Il tutto accompagnato da tappeti musicali talvolta estranianti ed eterei ("subatomic particles", "The Quark Gluon Plasma"), talvolta addirittura capaci di strizzare l'occhio a ritmiche blues ("Atomic New Orleans").

La già citata "The Blind Zombies" rappresenta l'espisodio più melodico dell'intero disco, posizionata strategicamente alla conclusione della prima meta di questo viaggio, appena prima di essere risucchiati nuovamente negli oscuri meandri dell'opera.

I più coraggiosi e temerari arriveranno all'appuntamento con la conclusiva "REVOLUTION !!".
Poteva questo "disappearence" chiudersi con qualcosa che non fosse una suite da oltre 21 minuti nella quale, in alcuni tratti, si ravvisano sonorità riconducibili ai primi Van Der Graaf Generator?
Ovviamente no.

Pollice alto per l'estro ed il coraggio.

"Nothing exists! Long live the Quark Gloun Plasmaaah!"

Voto: 7 / 10 Voto: 7 / 10

Tracklist:
12 subatomic particles
The Quark Gluon Plasma
The Blind Zombies
Humanity created the illusion of itself.
Atomic New Orleans
Poor Homo Sapiens
REVOLUTION !!

Etichetta: Nevermore / MoonJune
Anno: 2009
Sito internet: http://www.copernicusonline.net/

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