U2 "No Line on the Horizon"
di Cristiano Ghidotti

U2 - No Line on the Horizon Gli U2 tornano a pubblicare un album in studio a cinque anni di distanza dall'ultimo "How to Dismantle an Atomic Bomb" e lo fanno non lasciando nulla al caso.

"No Line on the Horizon", che se mi permettete si presenta con una delle copertine meno invitanti della storia del rock (sì, sono consapevole che il capolavoro dei Beatles era contenuto in una custodia completamente bianca), racchiude invece al suo interno una tale varietà di colori e sfumature musicali in grado di far dimenticare fin dai primi ascolti le grigie tonalità dell'artwork.

Non serve molto per capire che Bono e compagni non hanno perso la rotta, restando ben ancorati alle sonorità che, nel bene e nel male, il combo irlandese si porta ormai appresso da decenni.

Convinti che sia una delle tante recensioni-elogio per uno dei dischi più attesi del 2009? Continuate a leggere...

La title-track che apre il disco e la successiva "Magnificent" sono proprio quello che un fan di vecchia data degli U2 si aspetterebbe si sentire: due pezzi rock ben strutturati, tirati al punto giusto e sottolineati dagli ormai ben conosciuti arpeggi di Mr. Edge.

Tutto prevedibile dunque? Nessuna sorpresa o virata stilistica per cui vale la pena dedicare attenzione all'album?
No, basta arrivare indenni a "Moment of Surrender", terzo brano in scaletta, per accorgersi che alla produzione c'è un certo Brian Eno e lasciarsi cullare dalla melodia che il padre della musica ambient ha steso come un morbido e sinuoso tappeto per l'ingresso del vocalist irlandese (devo ammettere che se il pezzo fosse stato interamente strumentale il voto a fondo pagina ne avrebbe giovato).

Anche la seguente "Unknow caller" e la conclusiva "Cedars of Lebanon" portano la firma del musicista, produttore, compositore, artista visionario (e chi più ne ha più ne metta) britannico.
Tre esperimenti ben riusciti insomma, che anche grazie alla loro strategica collocazione all'interno della tracklist rendono "No Line on the Horizon" un disco godibile senza scadere in una logica prettamente commerciale.
Per rendersene conto basta dare un'occhiata alla lunghezza di alcuni brani, non proprio adatti alla diffusione integrale nei palinsesti radiofonici.

Tra gli altri pezzi vanno segnalati il buon tiro di "Get on your boots" che ha tutte le potenzialità per diventare uno dei più esplosivi in sede live e l'eterea "Fez - Being Born" in cui, giusto per risultare ripetitivi, non è possibile non scorgere lo zampino del buon Brian.

Ai fans più accaniti degli U2 e a tutti coloro che aprendo la pagina di una recensione non possono resistere alla tentazione di fiondarsi istantaneamente a guardare il voto finale (pregiudicandosi così la lettura del testo che ad un recensore, e spesso alle sue orecchie, costa tanta fatica) devo chiedere venia per non essere certo stato di manica larga, ma se questo è il risultato di ben un lustro di lavoro per quella che da molti è considerata la più grande pop rock band di sempre, bhe... non siamo un Banco di Mutuo Soccorso!

Ah, bei tempi quelli...

Voto: 6,5 / 10 Voto: 6,5 / 10

Tracklist:
01. No line on the horizon
02. Magnificent
03. Moment of surrender
04. Unknown caller
05. I'll go crazy if I don't go crazy tonight
06. Get on your boots
07. Stand up comedy
08. Fez - Being born
09. White as snow
10. Breathe
11. Cedars Of Lebanon

Etichetta: Island Records
Anno: 2009
Sito internet: http://www.u2.com/

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