Soulfly "Conquer"
di Massimo Giuliano

Soulfly - Conquer Che grandissima "conquista" è "Conquer", l'ultimo CD dei Soulfly!
Una mazzata bella potente, come non ci si potrebbe diversamente aspettare dall'ensemble di Max Cavalera, l'ex vocalist dei Sepultura recentemente riconciliatosi con il fratello ed ex compagno di band Igor, con cui ha costituito il side project Cavalera Conspiracy.
Per quei pochi distratti che ancora non lo sapessero, è opportuno ricordare che i Soulfly sono il gruppo che Max ha fondato dopo aver lasciato i Sepultura, negli anni '90.

Ma parliamo dunque di questo nuovo lavoro, dove il metallo pesante la fa da padrone.
Il primo brano in scaletta parte con tetre tastiere che in realtà servono solo a fare da preambolo alla durezza del pezzo stesso: è così che "Blood fire war hate" scalda subito gli animi, costringendo i capelli lunghi (o almeno chi li ha ancora) a roteare selvaggiamente in aria.

Non è da meno "Unleash". Con "Paranoia" si entra nel territorio del drumming più tosto che ci sia, legato a chitarre che non danno tregua all'ascoltatore: non è difficile immaginare che i cari Joe Nunez alla batteria e Marc Rizzo alla sei corde se la ridano di gusto... e anche noi!

Il clima da trincea combattente che si respira un po' in tutto il disco si esplicita in episodi come "Warmaggedon" ed "Enemy Ghost", tracce che già dal titolo sono tutto un programma... e musicalmente non ne parliamo nemmeno!
Come se non bastasse, con "Rough" il ritmo e la velocità aumentano ulteriormente.

Insomma, in "Conquer" non c'è mai un attimo di respiro. Persino un pezzo come "Doom" tradisce totalmente le aspettative insite nel suo nome e, lungi dall'essere lento, si mantiene su bmp al minuto decisamente elevati, anche se a un certo punto troviamo uno "special" in cui il clima sembra essere più consono alle attese di cui sopra.
Ma si tratta di pochi secondi, seguiti tra l'altro da una parte quasi reggae!
Il doom, se vogliamo, è riscontrabile per un po' anche in "Touching the void", che rappresenta a nostro parere il vero capolavoro del disco, configurandosi quasi come una micro suite metal.

Immancabile, come ormai avviene per ogni album dei Soulfly, la traccia conclusiva intitolata appunto "Soulfly", stavolta seguita dal numero romano VI: trattasi di una gustosa ballad strumentale.

Qua e là nel CD non mancano percussioni e richiami vagamente tribali, che a noi piace sempre leggere come un omaggio al Brasile di Max Cavalera.
Interessante notare la citazione, quantomeno nel titolo, di "For those about to rock" degli AC/DC, che qui diventa "For those about to rot". Anche in questo caso la cattiveria sonora si fa sentire eccome.

D'altronde, un disco che – come recita il retrocopertina – è "dedicato a Dio" non poteva che suonare maestoso e imponente dall'inizio alla fine.

Lunga vita ai Soulfly.

Voto: 10 / 10 Voto: 10 / 10

Tracklist:
01. Blood Fire War Hate
02. Unleash
03. Paranoia
04. Warmageddon
05. War Ghost
06. Rough
07. Fall Of Sycophants
08. Doom
09. Rot
10. Touching The Void
11. Soulfly VI

Etichetta: Roadrunner
Anno: 2008
Sito internet: http://www.soulflyweb.com/

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