Yggdrazil "Settimo Grado Di Separazione"
di Cristiano Ghidotti

Yggdrazil - Settimo Grado Di Separazione Mi ritrovo per le mani questo "Settimo Grado Di Separazione" (presente con quattro brani, pronti da ascoltare, anche nella sezione "Listen") degli avellinesi Yggdrazil con oltre un anno di ritardo dalla sua pubblicazione.

Che fare, si tratta pur sempre di un disco autoprodotto da ragazzi volonterosi e oltretutto la proposta musicale sembra trascendere la netta distinzione tra generi in cui si finisce sempre per catalogare un lavoro, tanto che è proprio la band a definirsi metal - hard rock - progressive - ethnical music.

E' per questo che ho deciso di recensire comunque il CD, ed in maniera entusiastica (se qualcuno avesse già sbirciato il voto qui sotto...).

Il gruppo non nasconde le proprie influenze: dal rock anni '70 dei Led Zeppelin a quello odierno dei Tool, quest'ultimo a mio avviso più marcato negli oltre 40 minuti di musica.
Non si tratta certo di un disco semplice da ascoltare, il primo impatto lascia quasi spiazzati, anche a causa dei testi piuttosto ermetici.
L'amalgama di suoni ed ispirazioni presenti, mettono in difficoltà chiunque si trovi a parlarne o scriverne.

Si parte subito forte e non c'è da farsi illusioni sull'intro di "Conception of time", dove un colorato arpeggio di chitarra lascia ben presto spazio ad un progressive che non prova nemmeno a nascondere i suoi ambiziosi richiami ad alcune composizioni dell'epoca d'oro di tale genere.

"Gig", introdotto dalla quiete apparente di "Lizard" non fa altro che confermare quanto ascoltato fin qui, così come i sette minuti di "By my time".

Superbo il lavoro di Antonio Pagnotta alla chitarra, tra riff graffianti e assoli talvolta dissonanti, che perfettamente si fonde con il comparto ritmico steso dalla batteria di Ivan Oliviero e dal basso di Gerardo Iorlano.
La voce di Francesco Graziosi (che canta sempre in inglese tranne che nell'ultimo brano), ha un timbro molto particolare e riesce, sebbene sempre presente, a non risultare mai invasiva.
L'impressione, in parte smentita dalla lunghezza mai eccessiva delle composizioni, è quella di ritrovarsi di fronte a delle suite.

C'è spazio anche per la melodia (ma senza mai scadere nel banale) con "Every man", in grado di far sfigurare la maggior parte dei pezzi proposti da gruppi ben più blasonati.

"Specular" rappresenta l'episodio più duro dell'intero lavoro, quello che giustifica quel "metal" all'interno della descrizione del gruppo.
Nasce come la più classica delle ballate e cresce come un sentimento incontrollabile, fino a sfociare tutta la sua ira nell'ultima parte.

A chiudere sono i 12 minuti di "Separazione" (il più lungo dei brani presenti) dove il cantato abbandona la lingua anglosassone per adottare, almeno in parte, il nostro idioma.
La sua complessità, che inizialmente mette alla prova anche l'orecchio più navigato, non fa altro che rafforzare l'idea di una band dotata tecnicamente e con le idee chiare in ambito sia compositivo che esecutivo.

Gli Yggdrazil ci hanno messo tempo, ma il risultato vale l'attesa. Fondati nel 1999 ed arrivati fino ad oggi senza cambi di formazione, hanno confezionato un lavoro superbo, fuori dagli schemi e da ogni logica commerciale o, come loro stessi meglio lo definiscono, "libero".

Voto: 8 / 10 Voto: 8 / 10

Tracklist:
01. Conception of time
02. Lizard
03. Gig
04. Every man
05. By my time
06. Specular
07. Seperazione

Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2006
Sito internet: http://www.yggdrazil.net/

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