Korn "Unplugged"
di Cristiano Ghidotti

Korn - Unplugged Il concerto dei Korn il 1° settembre 2002 a Reggio Emilia è uno dei più strani che ricordi.
Saranno stati i chilometri a piedi per arrivare al Campovolo, sarà che ci siamo dovuti "sorbire" le esibizioni di Vendetta Red, Trust Company e Puddle Of Mudd sotto un sole che toglieva il fiato, sarà che i cinque sono arrivati sul palco con ben oltre un'ora di ritardo, sarà che il concerto è poi stato splendido...
Tutto questo ha forse contribuito a fissare in me l'indelebile immagine di una band che è stata in grado negli anni '90 di inventarsi un genere (in seguito letteralmente "plagiato" da decine di altri gruppi), per poi arrivare a ripetersi fino alla noia negli ultimi lavori.

Certo, quando ci si mette ad ascoltare un disco sulla cui copertina c'è scritto "Unplugged" (ma soprattutto "MTV"), ci si dovrebbe aspettare una rilettura dei brani più famosi magari conditi da particolari arrangiamenti con il compito di supplire alla mancanza di strumentazione elettrica, soprattutto nel caso di una band che come i Korn ha sempre fatto leva sulle sonorità dure.
Inoltre non è certo il primo capitolo di questa serie, in passato è toccato (solo per citarne alcuni) a Nirvana, Eric Clapton, Kiss, Bob Dylan quindi si ha già ben presente il tipo di operazione...

Premesso tutto ciò, pur avendo bene in testa cosa si può e cosa non si può trovare in un disco della serie "MTV Unplugged", questo proprio non mi ha convinto.

Partiamo subito con il dire che oltre la metà dei musicisti sul palco (le registrazioni sono avvenute il 9 Dicembre 2006 a New York) non fa parte della line-up della band e che a conti fatti, senza il loro contributo il risultato sarebbe stato improponibile; inoltre gli arrangiamenti sono stati ideati praticamente in toto da Richard Gibbs.

Se ciò non bastasse a dar manforte a Davis e compagni ci sono anche le "comparsate" di Amy Lee degli Evanescence su "Freak on a leash" e di Robert Smith dei Cure su "Make me bad".
Insomma, anche a voler ben cercare negli undici brani in tracklist (tra cui una cover ben riuscita dei Radiohead, "Creep") di Korn c'è ben poco.

L'anima dei californiani è sempre stata sporca, distorta, arrabbiata e ascoltarli in questa veste lascia una strana sensazione, come di qualcosa fatto giusto per riempire uno spazio vuoto (forse in attesa dell'ottavo disco in studio) o, come suggerisce il mio senso critico in presenza del marchio MTV, di prettamente commerciale.

Ecco, l'ho detto, "commerciale" che come riporta qualsiasi buon dizionario è da intendersi come "prodotto in base a criteri di pura convenienza finanziaria senza preoccuparsi eccessivamente delle qualità o del senso artistico".
Leggendo queste righe qualcuno mi darà sicuramente contro inneggiando ad una fantomatica evoluzione musicale, troppo spesso sbandierata per nascondere l'effettiva carenza di idee originali.

Altro punto negativo (forse il più grave per mancanza di coerenza verso sè stessi e il proprio passato) è la censura di parole ritenute offensive ("fuck", "shit" o "suicide"...) qui sostituite da fastidiosi momenti di improvviso silenzio; se ai Korn togliamo anche il significato originario dei testi allora non resta proprio più nulla...

Voto: 5 / 10 Voto: 5 / 10

Tracklist:
01. Blind
02. Hollow Life
03. Freak on a Leash (feat. Amy Lee, Evanescence)
04. Falling Away From Me
05. Creep
06. Love Song
07. Got The Life
08. Twisted Transistor
09. Coming Undone
10. Make Me Bad / In Between Days (feat. Robert Smith, Cure)
11. Throw Me Away

Etichetta: Virgin
Anno: 2007
Sito internet: http://www.korn.com/

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