Gitanes "La Catena"
di Cristiano Ghidotti

Gitanes - La Catena "La catena" dei Gitanes è formata da colori, suoni, sensazioni, pensieri ed immagini a volte tanto lontane e diverse tra loro da sembrare invisibilmente legate, quasi "concatenate".

La formazione cuneese, arrivata al secondo disco in studio (il primo "Fol(k)" è del 2003) mostra maturità, sia nella composizione ed esecuzione musicale, sia nella stesura di testi, mai banali o ripetitivi e talvolta persino divertenti.

Citando proprio quanto scritto dalla band: "La catena è un oggetto molto comune, può essere intesa come limitazione di libertà o come sicurezza ... sovente è di ferraccio, arrugginita, pesante, a volte invece è solo metaforica; la catena si lega oppure ci si trova già legati e si cerca di spezzarla".
Ciò che emerge dalle tematiche trattate nei dodici brani in tracklist, è una sensibilità non comune nell'affrontare problematiche personali e sociali oggi più che mai attuali, ricordando gli errori fatti per provare a non ripeterli di nuovo.

Si parla della Valle Bormida, territorio compreso tra la Liguria ed il Piemonte che nei decenni passati ha dovuto fare i conti con un indiscriminato sfruttamento delle risorse, fino ad arrivare a vincere la propria battaglia.
Così la mente non può che spostarsi di qualche chilometro ed avvicinarsi anche solo per un attimo all'impegno di chi ancora oggi in quella zona lotta per garantire alle future generazioni una vita migliore.

Si omaggia la memoria di chi per liberare altri uomini ha dato la propria vita, con il ricordo di Felice Cascione in "U megu" e della sofferenza partigiana nella tradizionale "Ponte di Cossano", della libertà ottenuta nella metafora di "Don Carlos", di chi la storia di un paese liberato l'ha raccontata senza condizionamenti finchè gli è stato possibile farlo ("Enzo Biagi") e di chi pur attraverso un mezzo tanto potente quanto spesso bistrattato come la musica, ha combattuto la sua personale battaglia.
E' il caso della riproposizione di "Volta la carta" di De André, magistralmente introdotta dalla fisarmonica del "Circolo in la minore".
Proprio questo lo strumento che traina l'intero disco, onnipresente a sottolineare ogni singolo passaggio del testo, ben accompagnato anche dal comparto ritmico che spesso mostra la sfacettatura rock dei Gitanes.

Senz'altro da apprezzare il testo di "Il Marchese di Olano", capace di raccontare una storia d'altri tempi, oppure quello di "Er preve libertin" che attraverso l'uso del dialetto omaggia le origini del gruppo anche a discapito di un'immediata compresione di chi per ovvie ragioni è cresciuto in altre parti; ma tranquilli, nel booklet è stata inclusa la traduzione.

In "Casa Do Menor" si continua affontando il disagio di un territorio a noi geograficamente distante come il Brasile e di una popolazione la cui immagine ci giunge il più delle volte distorta.

L'unico momento che finisce per sembrare estraneo al contesto del disco è rappresentato da "Trauma infantile", ricordo delle estenuanti gite a cui bene o male tutti sono stati sottoposti durante la propria infanzia.

Questi i punti cardine de "La Catena", tre quarti d'ora circa di folk-rock che permetteranno anche a chi ancora non conosce i Gitanes di apprezzare una giovane e promettente realtà del fervido panorama musicale emergente italiano.

Voto: 7,5 / 10 Voto: 7,5 / 10

Tracklist:
1. La valle
2. Il Marchese di Olano
3. Er preve libertin
4. Enzo Biagi
5. Ponte di Cossano
6. Trauma infantile
7. Circolo in la minore
8. Volta la carta
9. U megu
10. Casa do menor
11. Al mercato di piazza Dante
12. Don Carlos
13. Chanson a boire

Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2006
Sito internet: http://www.gitanes.it/

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