Blackmore's Night "The Village Lanterne"
di Cristiano Ghidotti

Blackmore's Night - The Village Lanterne Al momento della sua uscita, "The Village Lanterne" non aveva attirato la mia attenzione, forse per il solo fatto di non essermi mai appassionato ai precedenti capitoli firmati Blackmore's Night.
Recensioni entusiaste e commenti positivi mi hanno poi però convinto (con notevole ritardo è vero, nel frattempo è stato pubblicato anche "Winter Carols") a procedere all'acquisto e all'ascolto di quello che rappresenta il quinto album in studio di questa originale formazione.

Dopo essere stato la colonna portante di Deep Purple e Rainbow, Ritchie Blackmore ha da quasi un decennio intrapreso insieme alla compagna Candice Night un percorso musicale piuttosto particolare, portando con sè il notevole bagaglio tecnico che da sempre lo ha contraddistinto.
Si tratta dei Blackmore's Night, gruppo di talentuosi musicisti il cui obiettivo è quello di fondere musica folk, "medievaleggiante" e rock'n'roll.

Questo "The Village Lanterne" si presenta bene già guardando la tracklist, tra gli altri brani infatti, si scorgono due cover di lusso, pescate proprio nel passato del chitarrista: "Child in time" dei Deep Purple e "Street Of Dream" dei Rainbow.

Ora, nonostante le buone premesse, siccome nel giudicare un disco uno dei criteri di cui bisogna tener conto è la coerenza, "The Village Lanterne" non ne esce proprio a testa alta...
Questo perchè se è vero che sia da apprezzare il tentativo di proporre qualcosa di diverso dalle solite "raschiate di barile" cui siamo soliti assistere da ormai attempate ex rockstar, è vero anche che il risultato è qualcosa di non ben definito.

E' sì presente qualche pezzo tirato, come "I guess it doesn't matter anymore" o interessante, è questo il caso di "St. Teresa", ma nel mezzo troviamo una serie interminabile di pseudo-ballate in cui la pur bellissima voce della bionda Candice, riesce presto a diventare snervante, vedi la title-track, "Streets of London" o "Just call my name (I'll be there)", quest'ultimo comunque salvabile considerando gli interventi della sei corde di Ritchie.

Positivo invece quanto fatto nel brano di apertura "25 years" dalla genesi a dir poco curiosa (si tratta della riproposizione di un'antica canzone folk dei Balcani, regalata a Candice Night da un fan durante il tour in Ucraina) o nell'acustica "The Messanger", ennesima chiara dimostrazione della tecnica sopraffina di Blackmore.

Non mancano neanche le canzoni dal sapore "taverna - candele sul tavolo - fiumi di birra - tutti che battono le mani": "Faerie Queen" e "Olde mill inn".

Insomma, se si ascolta "The Village Lanterne" aspettandosi di essere catapultati in chissà quali affascinanti atmosfere fantasiose si rimarrà delusi; in tal caso, senza cercare troppo lontano, basterà affidarsi alla bravura di gruppi a noi geograficamente ben più vicini, ad esempio i Fiaba.

Stessa sorte se qualcuno procedesse all'incauto acquisto pensando a questo disco come ad un insieme di brani rock, complice anche la presenza delle due curiose rivisitazioni su citate.

Voto: 5,5 / 10 Voto: 5,5 / 10

Tracklist:
01. 25 years
02. Village lanterne
03. I guess it doesn't matter anymore
04. The messenger (instrumental)
05. World of stone
06. Faerie queen - Faerie dance
07. St. Teresa
08. Village dance (instrumental)
09. Mond tanz / Child in time
10. Streets of London
11. Just call my name (I'll be there)
12. Olde mill inn
13. Windmills
14. Street of dreams

Etichetta: Steamhammer / SPV
Anno: 2006
Sito internet: http://www.blackmoresnight.com/

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