Omar Pedrini "Pane Burro E Medicine"
di Massimo Giuliano

Omar Pedrini - Pane Burro E Medicine Chissà perchè i componenti dei gruppi rock, quando scelgono di intraprendere la carriera solista, imboccano sempre una strada sonora "soft" rispetto ai loro trascorsi: è accaduto anche ai Timoria, con il percorso - decisamente più pop - seguito dal vocalist Francesco Renga, e con la maggiore vocazione alla melodia che Omar Pedrini, storico chitarrista e fondatore della band, ha deciso di far sua.

Già con il precedente lavoro, "Vidòmar", trainato dal singolo "Lavoro inutile", Pedrini aveva lasciato intravedere questa intenzione.
Come noto, il CD non ebbe adeguato riscontro promozionale per via del dramma occorso ad Omar, che rischiò di morire a causa di un aneurisma aortico.

Per fortuna oggi siamo ancora qui a parlare della sua attività musicale, e a commentare l'uscita di un nuovo album, "Pane Burro E Medicine", che, continuando appunto sulla scia della soavità musicale, risente inevitabilmente della forte esperienza vissuta dal suo autore.

Sono tre le canzoni nelle cui liriche l'artista bresciano fa riferimento alla propria storia: "Nel mio profondo", che racconta di quando i medici gli hanno comunicato che doveva essere operato subito per non rischiare di morire, "Strana sera", che con il tono della ballad ripercorre gli ultimi attimi prima di entrare in sala operatoria con la mente rivolta alla famiglia, e "Shock", sicuramente la traccia più allegra (ed accattivante) delle tre, singolo di lancio dell'album che in maniera ironica parla dei primi giorni di convalescenza.

Ed è proprio questa ironia di Omar uno degli elementi da apprezzare di più, a partire dal titolo del CD che ricorda come il "malato" dovesse prendere le medicine a colazione per curarsi: segno che Pedrini ha accolto "con filosofia" quanto gli è capitato, mostrando grande spirito. E non era assolutamente facile.

Da segnalare, inoltre, "Ragazzo non aver paura", forse dal sapore un po' retro, dedicata al figlio Pablo.

I riferimenti alla sfera personale di Pedrini finiscono qui: in canzoni come "Dimenticare Palermo" abbiamo ben altra narrazione, con il triste epilogo dell'amore tra Bertrand Cantat (ex leader dei Noir Desir) e l'attrice Marie Trintignant.

Cantat uccise, pare per gelosia, la sua compagna, e Pedrini - che lo aveva conosciuto personalmente - ha scritto un brano immedesimandosi nel carnefice e cercando di riflettere sulla tragedia che la diffidenza sentimentale è in grado talvolta di innescare.

Degni di attenzione anche gli echi battistiani di "La follia" e degli stessi Timoria nella linea melodica iniziale di "Amore fragile", nonché la cover parzialmente personalizzata di "Tre volte lacrime" dei Diaframma, per un lavoro che - senza toccare mai picchi strepitosi - scorre all'ascolto liscio come l'olio.

Voto: 7 / 10 Voto: 7 / 10

Tracklist:
01. Amore fragile
02. Nel mio profondo
03. Shock (dolcissimo shock)
04. La follia
05. 3 volte lacrime
06. Dimenticare Palermo
07. Ora che ci sei
08. Ragazzo non aver paura (no fear no pain)
09. Strana sera

Etichetta: Carosello Records
Anno: 2006
Sito internet: http://www.omarpedrini.it/

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