Afterhours "Ballate per piccole iene"
di Massimo Giuliano

Afterhours - Ballate per piccole iene Le iene sono dei mammiferi perfidi, probabilmente i più meschini che l'universo animale conosca.
Già con queste premesse si guarda con interesse ad un disco che si chiama "Ballate per piccole iene". Se poi ad incidere un lavoro del genere sono gli Afterhours, abituati a stupire con le loro intuizioni geniali... beh, il risultato (curiosità, attenzione, vibrazioni varie all'ascolto) è assicurato!

La gestazione di questo nuovo album è cominciata addirittura nell'ottobre del 2003, in contemporanea con la fine del tour di "Quello che non c'è": in mezzo ci sono state le date live con i Twilight Singers di Greg Dulli, già leader degli Afghan Wighs, e l'allontanamento da Milano (casa madre della band) per migrare a Catania, dove è stata trovata tanta linfa vitale per l'ispirazione delle 10 canzoni che compongono il set.

I brani, per mantenere vivo anche su supporto digitale il trepidante spirito della line-up, sono stati registrati in presa diretta, il che ha reso possibile esplicare al meglio la ruvidezza e l'irruenza tipiche di un ensemble rock come questo.

Greg Dulli è co-produttore artistico insieme a Manuel Agnelli, e si sente: è anche merito suo se questi brani suonano alla Afterhours ma al tempo stesso impongono situazioni, climi e sensazioni differenti dal solito. Piace il contrasto tra le ballate, simbolo di dolcezza, e le piccole iene cui vengono cantate: magari da grandi diverranno cattivissime come è nella loro natura, ma per il momento sono cuccioli, tranquilli e indifesi come tutti.

E allora dov'è la verità? Chi ha ragione? Chi è da condannare e chi no? Anche se di ballate si tratta, non è detto che per questo non ci debbano essere anche tracce più dure ed energiche.

E infatti è così. Chi si aspetta tante "Non è per sempre" fa meglio a mettere qualcos'altro nel lettore. Qui c'è l'urgenza di qualcosa che non sempre è palpabile: ci si trova di fronte ad un album da sorseggiare piano, a piccole dosi.

"La sottile linea bianca" è sorretta da un delicato pianoforte con un incedere ipnotico e un cantato sussurrato, sommesso. Tutto l'opposto di "Ballata per la mia piccola iena", con chitarre sporche, inquiete, ma sempre all'interno di un contesto di equilibrio: «Aiutami a trovare qualcosa di pulito», e la voce di Manuel Agnelli esplode nel migliore dei modi.

Ma è in "E' la fine la più importante" che la furia tipicamente Afterhours si fa sentire in tutto il suo impeto, ben noto a chi segue il gruppo già da un po'. "Ci sono molti modi" è una ballata cadenzata quanto basta, fascinosa come due altri lenti, "Male in polvere" e "Il compleanno di Andrea".

Il brano migliore, però, è "Carne fresca", ricco di intensità e malattia. Qualche tempo fa gli Afterhours cantavano che "Non si esce vivi dagli anni '80": parafrasando questo loro pezzo, si può concludere che anche da "Ballate per piccole iene" non si esce "vivi".

Ci si perde, infatti, nel dolce torpore provocato dalle splendide atmosfere di una band che, disco dopo disco, si conferma regina incontrastata delle formazioni underground.

Voto: 8 / 10 Voto: 8 / 10

Tracklist:
1. La Sottile Linea Bianca
2. Ballata Per La Mia Piccola Iena
3. E' La Fine La Più Importante
4. Ci Sono Molti Modi
5. La Vedova Bianca
6. Carne Fresca
7. Male In Polvere
8. Chissà Com'è
9. Il Sangue Di Giuda
10. Il Compleanno Di Andrea

Etichetta: Mescal
Anno: 2005
Sito internet: http://www.afterhours.it

  • Afterhours
  • Afterhours
  • Afterhours
  • Afterhours
  • Afterhours

Questa pagina è stata visualizzata 5112 volte

Bookmark and Share