Sikitikis "Fuga dal deserto del Tiki"
di Massimo Giuliano

Sikitikis - Fuga dal deserto del Tiki Sono cagliaritani, e ci tengono a specificare che "in questo disco non sono state suonate chitarre".
Come a mettere in evidenza che la sperimentazione sonora c'.

E in effetti i Sikitikis, in questo "Fuga dal deserto del Tiki" che il loro album d'esordio, non stanno certo con le mani in mano, mescolando surf, garage, ye-ye, hardcore, un pizzico di psichedelia, insegnamenti noise e chi pi ne ha pi ne metta, in una saturazione dei suoni che riesce a tenere testa all'assenza di uno strumento apparentemente fondamentale.
Il tutto, per, con il minimo comun denominatore del rock, se non altro come indole.

A spalleggiare questo folle tentativo troviamo Max Casacci dei Subsonica, che ha registrato e mixato il disco, rientrante all'interno del discorso di Casasonica.

"Fuga dal deserto del Tiki" trascinante e tendenzialmente gioioso, anche se un po' discontinuo (d'altronde, visto il cocktail di cui sopra, ci saremmo stupiti del contrario): se dovessimo definirlo con una parola, diremmo che un lavoro bizzarro.
Non si spiegherebbe altrimenti la presenza di una canzone come "L'importante finire", vecchio successo di Mina recentemente reinterpretato anche dall'ex leader dei Dirotta sui Cuba, Simona Bencini.
Ma se quest'ultima rileggeva il celebre brano in una maniera a lei consona, non altrettanto fanno i Sikitikis.

Dicendo questo, non intendiamo muovere una critica ai cagliaritani: semplicemente, in un disco che si permette di tutto pu accadere di trovare un episodio del genere, a prescindere se c'entri o meno con il resto, come anche "Metti un tigre nel doppio brodo", scritta da Franco Godi ed Herbert Pagani e letteralmente stravolta.

Ecco, diciamo che ai Sikitikis l'ironia non difetta di certo, e aggiungiamo che ci pare il filo conduttore dell'intero CD.
Il rischio semmai un altro: tutto questo pastone, simile ad un vero e proprio minestrone di generi, un po' difficile da digerire.

E cos, quando nella penultima traccia in scaletta arriva il capolavoro del disco, tra l'altro ben diverso da tutte le altre cose, siamo un po' stanchi, visto che si fatica ad arrivare alla fine.
Il pezzo in questione, comunque, "La distrazione delle cose", vagamente ipnotico e visionario.

Ma pi che alla psichedelia, si capisce che Diablo, Jimi, Reginald e Zico devono molto all'immaginario cinematografico, specie quello italiano anni '70, e non solo per la presenza della cover di "Milano odia: la polizia non pu sparare", strumentale del 1974 a firma Ennio Morricone per l'omonimo "poliziottesco" interpretato da Tomas Milian.

tutta l'atmosfera che pervade il CD, booklet compreso (in copertina c' una pistola), a comunicare sottopelle, a mo' di messaggio subliminale, che quella dei Sikitikis una vera e propria folgorazione: d'altronde, i riferimenti al cinema tutto sparatorie e inseguimenti, magari diluito nelle spy-stories, non mancano neanche in "Ricognizione", e la stessa allucinata "Fuga dal deserto del Tiki" ricorda nel titolo un noto film.

Voto: 6 / 10 Voto: 6 / 10

Tracklist:
01. Sikitikis
02. Amore nucleare
03. Donna vampiro
04. Milano odia: la polizia non pu sparare
05. Non avrei mai
06. L'importante finire
07. Metti un tigre nel doppio brodo
08. R'n'r contest
09. Ricognizione
10. Umore nero
11. La distrazione delle cose
12. Fuga dal deserto del Tiki

Etichetta: Casasonica
Anno: 2005
Sito internet: http://www.sikitikis.com

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