Stellakowalsky "Admiring Venus"
di Massimo Giuliano

Stellakowalsky - Admiring Venus Quando c'è di mezzo il nome di Fabrizio Simoncioni, meglio conosciuto come membro della band di Ligabue, ma anche, e soprattutto, validissimo ingegnere del suono che ha collaborato, tra gli altri, con Negrita e Litfiba... beh, c'è da stare tranquilli.
Simoncioni, anche nelle vesti di produttore, è una garanzia.
E non è un caso che abbia scelto di produrre "Admiring Venus", album d'esordio degli Stellakowalsky, che contiene 12 canzoni inedite (11 più ghost track).

La storia degli Stellakowalsky inizia nel '99, quando i quattro componenti del gruppo decidono di "rubare" il nome alla Stella protagonista di "Un Tram Chiamato Desiderio" per usarlo come proprio tratto distintivo.

Dopo un contratto discografico e una lunga fila di date dal vivo (che culminano con l'esperienza come supporter per il tour degli Ark nel 2002), l'ensemble inizia a comporre nuovo materiale, stavolta in inglese.
Arriva poi il contatto con il Simoncia, e il resto è storia.

Abbiamo nominato Ligabue: ebbene, non aspettatevi un prodotto del genere solo perché in cabina di regia c'è il suo tastierista (a proposito, nel disco suona anche, in veste di "additional keyboards").

"Admiring Venus" ci presenta una band che ha fortemente sete di anni '70, persa in elucubrazioni sonore che rimandano direttamente a quella mitica epoca (ne sono un esempio "Our Beautiful Song", "Alienation Comedy" e "Automobile", quest'ultima preceduta da un brano, "Into The Row", che invece sa di west).

Tuttavia, a ben ascoltare, il giudizio non si esaurisce qui. L'inclinazione intrinseca dell'album rimanda alla lezione del rock made in USA, con tutte le sue sfumature, che vanno dal funk più energico e irrequieto, come nel caso di "Million Miles Away" e "Hotel On The Moon", al rock più sanguigno, come accade in "Storyteller".

Ma in questo lavoro c'è anche la furia del punk, grazie ad alcune soluzioni ritmiche che rimandano direttamente ai primi Clash, e poi la passione per il suono vintage di Strokes e White Stripes (basti ascoltare il primo singolo, "Toilets Are Sad Places To Live In", che ha avuto un riscontro positivo nella programmazione radiotelevisiva), o ancora l'amore per il mondo musicale in odor di acustico che caratterizza gruppi come Coldplay e Veils ("The Strange Ways Of Isabel Caine", oppure "Out Of The Row", che chiude il CD e si ricollega idealmente alla traccia di apertura).

Gli Stellakowalsky duri dal cuore tenero? Si direbbe questo pensando al titolo, "Ammirando Venere", omaggio al pianeta che è da sempre metafora dell'universo femminile e che è stato identificato come tale anche da John Gray in un suo celebre libro.

Più di tutto, però, "Admiring Venus" offre un suono moderno e capace di oltrepassare i confini nazionali, unitamente ad un timbro vocale dotato di personalità e ad una profondità nella composizione e nella scrittura dei testi molto buona.

L'unica critica che rivolgiamo al lavoro è quella che facciamo da sempre agli artisti italiani che scelgono di non cantare nella propria lingua; capiamo l'intenzione degli Stellakowalsky di essere internazionali e di allargare, di conseguenza, il proprio target di riferimento, così come ci rendiamo conto che per Alessandro, dal momento che è cresciuto nei sobborghi di Detroit, sia più naturale esprimersi in inglese, ma la domanda che rivolgiamo è: cosa sarebbe stato degli Stellakowalsky se avessero unito al loro fantastico sound una serie di liriche in italiano, dando così vita ad un prodotto che, per il nostro paese, sarebbe stato originale al 100%?

Voto: 7 / 10 Voto: 7 / 10

Tracklist:
01. Into the row
02. Automobile
03. Toilets are sad places to live in
04. Million miles away
05. Everybody else
06. Our beautiful song
07. Hotel on the moon
08. Alienation comedy
09. The strange ways of Isabelle Caine
10. Storyteller
11. Out of the row

Etichetta: Alari Park Group / Edel
Anno: 2004
Sito internet: http://www.stellakowalsky.com

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